Alla fine la Corte dei conti sblocca la Manovra. Trasformare una crisi in un’opportunità. È quello che sta facendo il governo, alle prese con una legge di bilancio che non riesce a decollare. E che proporrà modifiche per 3,5 miliardi alla legge di bilancio, prendendo i fondi (anche) dalla riprogrammazione dei lavori per il Ponte sullo Stretto. E tutto con la benedizione del vicepremier Matteo Salvini. In pratica, il centrodestra si ritrova quasi a dover ringraziare i magistrati contabili della Corte dei conti che hanno imposto lo stop ai cantieri.
La Corte dei conti sblocca la manovra
La soluzione sarebbe nell’Emendamento 7. Un pacchetto in cui il governo ha messo le possibili soluzioni ai grandi temi di questa manovra. A cominciare dalle richieste di Confindustria. Zes e Transizione 5.0. “Abbiamo avuto domande significative, oltre le previsioni, sulla Zes e su Transizione 5.0 che riteniamo di dover almeno ragionevolmente coprire”, ha affermato il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti intervenuto ieri pomeriggio in Commissione Bilancio. Il nodo, però, adesso è quello dei tempi. “Li decide il presidente della Commissione”, ha dichiarato il titolare del Mef. Consapevole, però, di aver allungato, un po’ di più, la discussione con le proposte di modifica annunciate ai parlamentari.
L’ottimismo dei relatori
Il relatore Guido Liris ha parlato di bilaterali in corso per tutta la giornata con l’obiettivo di far partire le votazioni sugli emendamenti già dalla nottata, al più tardi per la mattinata di oggi. “Abbiamo un provvedimento nuovo che va incontro alle esigenze di lavoratori e imprese, che poteva anche essere gestito e trattato anche al di fuori della Commissione bilancio”, ha spiegato Liris. Secondo cui siamo di fronte a “una bellissima pagina perché dà la possibilità a tutto il Parlamento di gestire una manovra più complessa e degli aiuti, richiesti anche dalla minoranza, che danno valore quantitativo e qualitativo al ddl”.
La furia delle opposizioni
Le opposizioni però continuano a chiedere tempo. E urlano allo stravolgimento del documento chiedendo di poter esaminare le modifiche e analizzare il contenuto del bilancio. Dal Pd si parla apertamente di “fallimento” mentre il M5s straccia la manovra: “Governo nel caos, Manovra ancora di più da buttare nel secchio e un Ponte sullo Stretto che, come volevasi dimostrare, si è perso nel globo terracqueo. In uno dei momenti economici più allarmanti per il Paese”.
Salvini non fa drammi
Il Mit di Salvini, però, non fa drammi sul definanziamento dei lavori per il Ponte: “Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è determinato a realizzare il Ponte sullo Stretto e farà di tutto per velocizzare il via ai lavori. Il governo ha garantito la copertura finanziaria per l’opera: a causa dell’intervento della Corte dei conti, sono in corso gli ulteriori approfondimenti richiesti: per questo, i fondi sono stati ricollocati perché i cantieri saranno aperti nei prossimi mesi anziché entro fine anno come auspicato”. Andrebbero quasi ringraziati, i magistrati contabili. La Corte dei conti, senza volerlo e dicendo di no al progetto del Ponte (almeno per ora), ha contribuito forse a sbloccare l’impasse della manovra.
Le modifiche alla manovra
Nell’elenco delle modifiche promosse dal governo, inoltre, ci sarebbero opzioni sul contratto per il comparto Sicurezza, un altro dei temi cardine del dibattito sulla manovra. Insieme all’idea di finanziare il Coni mediante una nuova lotteria in stile Win for Life. Intanto, mentre Giorgetti annuncia di aver “chiarito” la vicenda oro, la Bce torna alla carica esprimendo dubbi sul contributo richiesto alle banche: “Nonostante spetti agli Stati membri progettare i propri regimi fiscali e distribuire l’onere fiscale – spiegano da Francoforte -, introdurre in modo ricorrente disposizioni ad hoc in materia fiscale aumenta ingiustificatamente l’incertezza politica riguardante il quadro fiscale, danneggiando la fiducia degli investitori e incidendo potenzialmente anche sul costo del finanziamento degli enti creditizi”.