Salute

Covid: l’ora della verità

di Adolfo Spezzaferro -


È finita! L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato conclusa l’emergenza internazionale legata alla pandemia da Covid-19. È ufficiale: d’ora in poi dunque il Covid va trattato come una malattia come le altre. La decisione è stata presa su consiglio di un comitato di esperti indipendenti, il cosiddetto comitato per l’emergenza Covid-19, che si è riunito ieri per la quindicesima volta dall’inizio dell’emergenza mondiale. “È con grande speranza che dichiaro che Covid-19 è finita come emergenza sanitaria global”, ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus durante una conferenza stampa da Ginevra, accogliendo le conclusioni del comitato di emergenza.
Il numero uno dell’Oms ha avvertito, tuttavia, che la minaccia causata dal virus rimane. “Non esiterò a proclamare una nuova emergenza, se la situazione dovesse cambiare”, ha chiarito Tedros. “L’Oms non dichiara l’inizio di una pandemia e non ne dichiarerà nemmeno la fine. Tuttavia, un mondo stanco di Covid probabilmente interpreterà questo annuncio in questo modo”, hanno fatto presente i funzionari dell’Oms. “Resta il rischio di nuove varianti emergenti che possono causare nuove ondate di casi e morti – ha voluto sottolineare Tedros – e la cosa peggiore che i Paesi possano fare ora è usare questa notizia per abbassare la guardia, per smantellare il sistema che hanno costruito e per lanciare alla gente il messaggio che il Covid non è più qualcosa di cui preoccuparsi”. Insomma, tutto il repertorio Oms che conosciamo da anni.
Certo, ora che è finita – l’emergenza sanitaria pubblica Covid-19 di rilevanza internazionale è in vigore dal 30 gennaio 2020 – e si possono fare i bilanci, i numeri della pandemia sono impressionanti. L’Oms stima che almeno 20 milioni di persone nel mondo siano morte a causa della nuova malattia. Tuttavia, i numeri ufficiali (ossia malattia Covid diagnosticata con tampone) parlano di sette milioni di vittime. La dichiarazione dell’Oms arriva pochi giorni prima della scadenza dell’emergenza sanitaria pubblica statunitense, l’11 maggio.
“L’Oms ha finalmente certificato quello che ripeto ormai da tempo: la pandemia è finita. Questa dichiarazione ha anche un risvolto fortemente simbolico ed emozionante per tutti, soprattutto per chi, come noi, lo ha vissuto in prima fila”. Così Francesco Vaia, direttore generale dell`Inmi Spallanzani, simbolo italiano della lotta al Covid-19, dopo il pronunciamento dell`Oms. “E’ stata una lotta durissima che però abbiamo vinto. Lo abbiamo fatto rimanendo uniti. Lo abbiamo fatto grazie ai sacrifici di medici e sanitari, all’incessante e determinante lavoro dei ricercatori, alla forza e al coraggio di milioni di italiani. Adesso è tempo di riprendere in mano le nostre vite senza dimenticare quello che la pandemia ci ha insegnato: la necessità di un piano di prevenzione efficace, un potenziamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale non più rinviabile, l’esigenza di una forte integrazione ospedale-territorio e della valorizzazione del capitale umano, la centralità degli stili di vita salutari. Così facendo, usciremo dalla pandemia ancora più forti. Le istituzioni, ciascuna con le proprie responsabilità e in una visione sindemica, si adoperino affinché non accada più”, conclude.
Un monito, sì. Ma un messaggio di puro ottimismo, quello di Vaia. Le parole che servono per chiudere un capitolo lunghissimo e terribile. E per aprirne un altro: quello dell’indagine per risalire alle responsabilità, fare giustizia. Affinché chi chiede la verità, soprattutto per i parenti morti, possa finalmente farsi una ragione di quello che è successo in Italia.
Ora tocca
alla commissione d’inchiesta
I nostri numeri fanno davvero paura, anche perché ancora non è chiaro quante vite si sarebbero potute risparmiare intervenendo prontamente dove sono scoppiati i primi focolai. Il bilancio, ora che la pandemia è ufficialmente finita è di quasi 26 milioni di italiani contagiati, e di altrettanti guariti. E di 187mila morti. Un numero pesantissimo, che chiede giustizia. Ecco perché ora più che mai la commissione parlamentare che sta per nascere dovrà indagare su tutte le misure adottate dal governo durante la pandemia: dal piano vaccinale a restrizioni e chiusure (a partire da quelle delle scuole), dagli acquisti di mascherine ai famosi banchi a rotelle mai impiegati. Si dovranno fare i conti con quanto è costato in termini non solo sanitari ma soprattutto economici la serie di lockdown, chiusure e restrizioni che hanno bloccato il Paese per tanto, troppo tempo.

Torna alle notizie in home