Dazi e Groenlandia, le Borse europee aprono in calo
Una buona notizia c'è: lo spread sprofonda a 63 ma nessuno se ne accorge
Le tensioni non si stemperano, le Borse europee aprono in calo. Quanto ci costa, finora, lo scontro tra gli Stati Uniti e la Groenlandia. Con le nuove minacce di dazi sui vini francesi, i mercati azionari del vecchio continente aprono tutti all’insegna del segno meno. Una buona notizia, però, c’è. È quella che riguarda lo spread. Che apre a 63 punti. Roba inimmaginabile solo qualche anno fa. E di cui, a differenza di quel che accadde tanto tempo fa, quando il differenziale fu utilizzato come un’arma politica per far saltare il governo Berlusconi, non parla più nessuno.
Borse aprono in calo
A Milano, il Ftse Mib apre in flessione dello 0,7%. Francoforte cede lo 0,86%. Parigi è in calo dello 0,74%. Londra lascia sul terreno lo 0,74%. Il peggio, purtroppo, deve ancora venire. A meno di un’inaspettata sorpresa, e sarà davvero quasi impossibile che possa arrivare già oggi, per le Borse europee non sarà che un’altra giornata di calo, di pressione. Anzi, di depressione. Tutti gli occhi restano puntati su Davos. Nell’attesa degli interventi di Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron. Domani, invece, toccherà a Donald Trump.
Il caso spread
Continua a rimpicciolirsi il mostro del differenziale tra i bund tedeschi e i Btp italiani. Mentre le Borse aprono in calo, lo spread ha iniziato la seduta di oggi a 63 punti. La discesa è un processo che appare ormai irreversibile. E che testimonia la ritrovata credibilità del sistema economico e finanziario italiano sui mercati e tra gli investitori internazionali. Rispetto a ieri, è addirittura aumentato perché l’ultima seduta si era chiusa a 62 punti base. Se continua così, lo spread sarà solo un ricordo. E lo è già per i tanti che continuano a far finta di nulla.
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