Undici denti sani strappati, truffa individuale e fallimento nazionale
Una donna rovinata da chi doveva curarla. E un sistema che continua a non vedere, non fermare, non proteggere
Ci sono storie che non fanno solo male: fanno vergogna. La vicenda della donna di Genova a cui sono stati strappati undici denti sani non è una sfortuna personale, ma il risultato di un sistema che da anni lascia spazio a chi non dovrebbe neanche avvicinarsi a un paziente.
Mercoledì 28 gennaio 2026, due dentisti torinesi sono stati condannati: uno era stato cancellato dall’Ordine ma continuava a lavorare, l’altro eseguiva estrazioni senza esami, senza radiografie, senza una diagnosi. Il primo ha preso un anno e cinque mesi per lesioni, truffa ed esercizio abusivo della professione; il secondo tre mesi. Insieme dovranno risarcire la paziente con 14.300 euro, una cifra che non copre neanche lontanamente ciò che le è stato tolto: salute, fiducia, identità.
Il prezzo che inganna e il dolore che resta
La storia nasce nel novembre 2022. A Genova le chiedono 30.000 euro per un intervento estetico, a Torino gliene chiedono 8.000. E qui si apre il problema: quando la salute diventa una questione di “dove costa meno”, il rischio è che qualcuno approfitti della tua fragilità. Il dentista abusivo le propone una “bonifica dentaria totale” senza alcun esame, le mostra una foto di una protesi perfetta, chiede un acconto, poi le applica protesi provvisorie che non funzionano. Il collega procede all’estrazione degli undici denti superiori. Tutti sani. Tutti sacrificati per un intervento che non aveva alcun motivo di esistere.
Dopo l’operazione, la donna non riesce più a parlare, mangiare, dormire. Serve un amico dentista per capire cosa è successo davvero, servono due nuove operazioni per tentare di rimediare, serve soprattutto un sistema che non la lasci sola. Oggi soffre ancora ed è in cura da uno psichiatra. «La mia bocca non è più quella di prima», dice. E non è solo una questione estetica: è una ferita che tocca la sua identità, il suo modo di stare nel mondo.
Il problema non è un dentista. È il sistema che lo permette
Il dentista radiato è stato nuovamente denunciato: continuava a lavorare. Durante un’udienza ha detto di dover “tornare in studio”, e solo allora gli investigatori si sono insospettiti. Ma la domanda è un’altra: com’è possibile che nessuno se ne sia accorto prima.
La verità è semplice: non ha aggirato il sistema, ha sfruttato le sue falle. E finché continueremo a trattare queste storie come eccezioni, continueremo a produrle come normalità.
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