Descalzi apre il dibattito: “Stop al bando sul gas russo”
Le parole dell'ad Eni, la replica della politica. Schlein: "Assolutamente no"
CLAUDIO DESCALZI ENI
Se lo dice Claudio Descalzi, forse, è giunto il momento di credergli: “Stop al bando sul gas russo”. Con la rottura delle trattative in Pakistan tra gli americani e l’Iran, le prospettive per l’Europa e dunque pure per l’Italia, si fanno sempre più fosche. Bruxelles ha deciso di chiudere i rubinetti a Mosca ma il dibattito, in questo momento, sull’opportunità di tornare a dialogare con le aziende russe si impone. E Claudio Descalzi, che è l’amministratore delegato di Eni, uno degli uomini che più di tutti s’è dato da fare per la strategia energetica nazionale e la differenziazione dei fornitori, ha usato parole chiare.
Descalzi: “Stop al bando sul gas russo”
“Sul gas penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il 1 gennaio 2027 sui 20 miliardi di metri cubi che vengono dalla Russia”, ha affermato Descalzi a margine dell’intervento alla Scuola di formazione politica della Lega, oggi a Palazzo Rospigliosi a Roma. L’ad Eni ha proseguito: “La flessibilità sulla rete la dà il gas, non le rinnovabili e neanche il nucleare che non abbiamo di gas ne abbiamo bisogno e bisogna rendersi conto di queste cose. Abbiamo una società che vive con questo gas. Quindi, secondo me sul gas è necessario rivedere” il bando russo. Parole che riaprono, fatalmente, il dibattito politico.
Il dibattito politico sul gas
Le parole dell’ad Eni hanno rizelato il dibattito politico. Elly Schlein, a La7, ha ribadito il suo no. “Gas russo, assolutamente no”, ha detto commentando le parole di Descalzi. A farle da contraltare Claudio Durigon Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: “L’Europa dovrebbe ascoltare bene le parole di Descalzi. L’amministratore delegato di Eni, peraltro non un caso isolato nel mondo dei servizi energetici, parla di sospendere lo stop al gas russo. Le dichiarazioni di Descalzi, rilasciate nel corso della scuola della Lega sono preoccupanti: ha snocciolato numeri che fanno presagire una crisi senza precedenti, con lavoratori e imprese che rischiano di fermarsi. Auspicare una riflessione sul gas russo, come noi sosteniamo da tempo, non è un tabù o un messaggio sovversivo ma una soluzione di buonsenso”.
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