Digitale, Italia avanti: ma serve fare di più

Italia avanti sul digitale, ma le difficoltà del nostro Paese rimangono. Lo sottolinea la Fondazione Italia Digitale, a significare la necessità di una manovra complessiva e più convinta in ogni ambito. A partire dalle famiglie italiane, ove ancora molti sono i cittadini privi di un approccio digitale alla vita quotidiana, ormai indispensabile.

“I passi in avanti fatti dall’Italia nella classifica DESI dimostrano l’attenzione e l’impegno crescente rivolto al tema del digitale da parte del nostro Paese, sostenuto anche grazie alle risorse messe in campo dal PNRR”, afferma Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale.

Uno scenario in chiaroscuro quello delineato dall’indice Ue di digitalizzazione dell’economia e della società: se l’Italia ha guadagnato due posizioni rispetto all’anno precedente, passando dal 20esimo al 18esimo posto fra i 27 Stati membri, resta indietro su e-skill e capitale umano: oltre la metà dei cittadini italiani non dispone di competenze digitali di base.

“Cuore della Fondazione è sostenere la cultura e le policy digitali e promuovere il settore sotto tutti i suoi aspetti: in primis portando le nuove tecnologie vicino ai cittadini. Sviluppare l’alfabetizzazione digitale e dare riconoscimento alle nuove figure professionali è fondamentale per affrontare le sfide che la società ci pone davanti, a partire dai servizi pubblici, che ormai trovano nell’online il proprio core. Sono i cittadini stessi a chiederlo: secondo i dati del nostro Osservatorio il 90% chiede un grande piano di cultura digitale – conclude Di Costanzo – e più di 7 cittadini su 10 pensano al digitale come opportunità”.

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Italia avanti sul digitale, ma le difficoltà del nostro Paese rimangono. Lo sottolinea la Fondazione Italia Digitale, a significare la necessità di una manovra complessiva e più convinta in ogni ambito. A partire dalle famiglie italiane, ove ancora molti sono i cittadini privi di un approccio digitale alla vita quotidiana, ormai indispensabile.

“I passi in avanti fatti dall’Italia nella classifica DESI dimostrano l’attenzione e l’impegno crescente rivolto al tema del digitale da parte del nostro Paese, sostenuto anche grazie alle risorse messe in campo dal PNRR”, afferma Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale.

Uno scenario in chiaroscuro quello delineato dall’indice Ue di digitalizzazione dell’economia e della società: se l’Italia ha guadagnato due posizioni rispetto all’anno precedente, passando dal 20esimo al 18esimo posto fra i 27 Stati membri, resta indietro su e-skill e capitale umano: oltre la metà dei cittadini italiani non dispone di competenze digitali di base.

“Cuore della Fondazione è sostenere la cultura e le policy digitali e promuovere il settore sotto tutti i suoi aspetti: in primis portando le nuove tecnologie vicino ai cittadini. Sviluppare l’alfabetizzazione digitale e dare riconoscimento alle nuove figure professionali è fondamentale per affrontare le sfide che la società ci pone davanti, a partire dai servizi pubblici, che ormai trovano nell’online il proprio core. Sono i cittadini stessi a chiederlo: secondo i dati del nostro Osservatorio il 90% chiede un grande piano di cultura digitale – conclude Di Costanzo – e più di 7 cittadini su 10 pensano al digitale come opportunità”.

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