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Gravi indizi di reato

GRAVI INDIZI DI REATO – I treni della morte: il caso di Donato Bilancia

di Francesca Petrosillo -


Donato Bilancia è stato uno dei più efferati serial killer italiani del secondo dopoguerra. Nato a Potenza il 16 luglio 1951 e cresciuto tra la Basilicata e la Liguria, ha condotto per anni un’esistenza apparentemente ordinaria, segnata però da un carattere instabile, da problemi economici e da una forte dipendenza dal gioco d’azzardo. Proprio i debiti accumulati e il risentimento verso chi li riteneva responsabile delle proprie difficoltà sono stati tra i fattori che hanno contribuito alla spirale di violenza che ha sconvolto l’Italia tra il 1997 e il 1998.

L’inizio della scia di sangue

La sua scia criminale ha avuto inizio nell’ottobre 1997 a Genova, quando ha ucciso due conoscenti per questioni legate al denaro. Da quel momento, la violenza è diventata sistematica. Bilancia ha colpito in Liguria e in Piemonte, prendendo di mira vittime molto diverse tra loro: commercianti, benzinai, prostitute e persino viaggiatori incontrati casualmente sui treni. Agiva spesso con una pistola calibro 38, muovendosi con freddezza e pianificazione, ma scegliendo talvolta le vittime in modo opportunistico.

I treni della morte e l’impatto mediatico

Particolarmente inquietanti sono stati gli omicidi compiuti a bordo dei convogli ferroviari lungo la tratta tra Genova e Ventimiglia, dove ha assassinato passeggeri isolati negli scompartimenti. In altri casi, ha attirato le vittime in luoghi appartati o le ha sorprese durante il lavoro. In totale, tra l’ottobre 1997 e l’aprile 1998, sono stati accertati diciassette omicidi. L’ondata di paura che ne è derivata ha avuto un forte impatto mediatico: la stampa l’ha soprannominato “il mostro di Liguria”, mentre le forze dell’ordine hanno intensificato controlli e indagini.

L’arresto è avvenuto il 6 maggio 1998 a Genova. Decisiva è stata un’indagine meticolosa basata su intercettazioni, testimonianze e riscontri balistici. Durante gli interrogatori, Bilancia ha confessato numerosi delitti, fornendo dettagli che hanno permesso di chiarire la dinamica degli omicidi. Il processo si è svolto presso il Tribunale di Genova e si è concluso con numerosi ergastoli. La condanna definitiva ha sancito la fine della sua libertà, mentre l’opinione pubblica è rimasta profondamente colpita dalla banalità apparente del movente: rancore, avidità, desiderio di rivalsa.
Donato Bilancia è morto il 17 dicembre 2020 nel carcere di Padova, dove era detenuto in regime di alta sicurezza. Il suo caso rimane uno dei più gravi esempi di serialità omicida in Italia, simbolo di un periodo in cui la cronaca nera dominò il dibattito pubblico e mise in luce le fragilità sociali e personali che possono sfociare in tragedie estreme.

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