Svolta sul massacro di tre suore italiane in Burundi
Un arresto a Parma: l'uomo, accusato di essere il basista del delitto
La fotografia del luogo, a Bujumbura, in Burundi, in cui nel 2014 sono state uccise tre suore
Dopo 12 anni, una svolta sul massacro di tre suore in Burundi. Nel caso delle tre religiose saveriane uccise in Burundi nel 2014, l’arresto a Parma di Guillaume Harushimana, 50 anni, con un ruolo centrale nell’organizzazione del triplice omicidio.
Il massacro del 2014
Secondo la Procura di Parma, la morte di Suor Olga Raschietti (83 anni), Suor Lucia Pulici (75 anni) e Suor Bernardetta Boggian (79 anni) non fu un atto casuale, ma una esecuzione pianificata dai vertici della polizia segreta burundese.
L’omicidio delle tre religiose avvenne tra il 7 e l’8 settembre 2014 nella missione di Kamenge, un quartiere di Bujumbura, capitale del Burundi. Il governo attribuì i fatti a un presunto soggetto con problemi mentali.
Le indagini successive, riaperte con nuovi elementi probatori, hanno accertato che il delitto fu un’azione coordinata e pianificata, probabilmente per punire le suore che si erano rifiutate di collaborare con le milizie locali.
Il basista
Harushimana, residente da anni a Medesano nel Parmense e attivo in associazioni locali, è accusato di aver fornito supporto logistico agli esecutori materiali del massacro. Secondo l’accusa avrebbe scattato fotografie alle tre missionarie per identificarle, procurato abiti da chierichetti ai sicari per farli entrare inosservati nella missione, garantito mezzi e coperture durante l’operazione.
Chi erano le tre religiose
Figure di spicco nella missione di Kamenge e profondamente radicate nella comunità locale, le tre religiose uccise. Suor Olga Raschietti, veneta di Montecchio Maggiore, aveva dedicato la vita alla formazione pastorale e all’incontro con le persone nei quartieri più poveri.
Suor Lucia Pulici, originaria di Desio, era un’infermiera e ostetrica con esperienza anche in Brasile, dove aveva curato migliaia di madri e bambini.
La suora Bernardetta Boggian, padovana di Ospedaletto Euganeo, si era spesa per l’alfabetizzazione femminile e la promozione sociale, con programmi di formazione per donne locali. Per lei, recentemente avanzata anche una proposta di beatificazione.
Dietro il delitto
Il massacro avvenne in modo tragico: nel pomeriggio del 7 settembre 2014 Olga e Lucia furono sgozzate nel cortile della missione, mentre Bernardetta fu massacrata e decapitata nella notte, verso mezzanotte, nello stesso complesso missionario.
La svolta dell’arresto restituisce dignità a una vicenda fin troppo a lungo avvolta dal mistero e getta nuova luce su un Paese tuttora povero e, come allora, dominato dal mercato delle materie rare.
Torna alle notizie in home