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Editoriale

Dossieraggi, Pd e compagni non fermeranno la verità

di Adolfo Spezzaferro -


Un passaggio decisivo nella difesa delle istituzioni, questo è la relazione approvata dalla Commissione parlamentare Antimafia. I fatti contestati sono noti, a partire dagli accessi illeciti attribuiti al tenente Pasquale Striano della Guardia di Finanza presso la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Il quadro è inquietante: in ballo c’è la sicurezza dello Stato. Ecco perché ha ragione Maurizio Gasparri a denunciare il vergognoso tentativo da parte di Pd e compagni di difendere cotante malefatte. Evocare fantasmi e complotti serve solo a spostare l’attenzione dalle responsabilità, che a quanto pare chiamano in causa anche Federico Cafiero De Raho, ieri Procuratore nazionale antimafia oggi parlamentare M5S, e certa stampa antigovernativa militante, come Domani.

Il richiamo del presidente Sergio Mattarella alla sobrietà dovrebbe valere per tutti. Sobrietà peraltro significa anche tacere quando a parlare si farebbe solo peggio. E invece siamo al solito delirio delle opposizioni. Certo, il caso dossieraggi – simonia laica ma non per questo meno laida di informazioni – impone di rafforzare la tutela dei dati personali. Ma ciò che emerge intanto è che chiunque sia coinvolto deve assumersi la responsabilità di aver danneggiato la credibilità delle istituzioni antimafia. Nessuna controrelazione potrà mai negare la realtà dei fatti, la verità.


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