Due carabinieri minacciati da un colono armato, Tajani convoca ambasciatore Israele
Li ha fatti inginocchiare imbracciando un fucile, svolgevano un sopralluogo a Ramallah in vista di una missione Ue
Nel settembre scorso, numerosi coloni israeliani avevano assaltato l'area di Sair, a nordest di Hebron in Cisgiordania, "dando alle fiamme decine di ettari di terra coltivata"
Un gravissimo episodio di intimidazione ha visto protagonisti due carabinieri minacciati da un colono armato a Ramallah in Cisgiordania: immediata la reazione del ministro Tajani. I due militari erano in missione per conto del Consolato generale d’Italia a Gerusalemme,. La vicenda ha spinto il governo italiano a convocare l’ambasciatore di Israele a Roma e a presentare una protesta formale ai massimi livelli.
La dinamica dell’episodio
Secondo la ricostruzione della Farnesina, i due carabinieri stavano effettuando un sopralluogo in un villaggio vicino Ramallah, nella Cisgiordania controllata dall’Autorità nazionale palestinese, in vista di una missione con ambasciatori europei. Durante la visita un uomo in abiti civili ha puntato un fucile contro di loro, costringendoli a inginocchiarsi e interrogandoli verbalmente. Il colono armato ha sostenuto che i carabinieri si trovassero in un’area militare, ma verifiche ufficiali hanno escluso la presenza di zone militari nel luogo. Seguendo le regole di ingaggio, i carabinieri non hanno risposto con violenza e sono poi rientrati in sicurezza al Consolato.
Reazioni della Farnesina
La risposta diplomatica italiana è stata immediata. Su disposizione di Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha presentato una nota verbale di protesta al governo israeliano. La protesta è stata indirizzata non solo al ministero degli Esteri, ma anche alle autorità di sicurezza israeliane competenti, con il coinvolgimento di strutture come il comando militare COGAT, la polizia e i servizi di sicurezza interna. La Farnesina ha annunciato l’intenzione di compiere ulteriori passi di protesta politica.
La posizione di Tajani
Il ministro degli Esteri ha evidenziato la serietà dell’episodio, definendolo inaccettabile e contrario a qualsiasi norma internazionale che tutela il personale diplomatico e militare in missione. Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti diretti e ufficiali e per ribadire che i cittadini e i rappresentanti italiani devono poter operare in sicurezza, nel rispetto delle loro prerogative diplomatiche e operative. La protesta italiana mira a garantire che simili intimidazioni non si ripetano e che le autorità competenti prendano misure appropriate contro i responsabili.
Il quadro internazionale
L’episodio avviene in un contesto di tensioni e situazioni sensibili in Cisgiordania e nei territori palestinesi. Il ruolo dei carabinieri in missioni diplomatiche o di preparazione di attività internazionali implica sempre un coordinamento con le autorità locali e con i contingenti di sicurezza presenti. Il fatto che il gruppo sia stato avvicinato da un civile armato e poi minacciato sotto il tiro di un fucile ha suscitato forte preoccupazione in Italia, che ora chiede garanzie sul rispetto delle norme internazionali e sulla protezione dei propri rappresentanti.
Un caso di rilievo
L’episodio in Cisgiordania con i carabinieri minacciati rappresenta un caso diplomatico di rilievo, che ha spinto l’Italia a reagire tramite proteste ufficiali e la convocazione dell’ambasciatore israeliano. Il governo italiano punta a chiarimenti e a prevenire future intimidazioni contro personale in missione, colloquiando con le autorità israeliane e facendo pressioni per misure di sicurezza rinforzate.
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