Quirinale: la vera partita che la sinistra non vuole perdere
Il Presidente della Repubblica non è un notaio, rappresenta un potere centrale, soprattutto quando le maggioranze sono fragili.
Nomina il premier, ed i ministri, presiede il CSM, è a capo della magistratura, avalla governi tecnici e può sciogliere le Camere. Per sette anni è inamovibile, mentre governi e partiti crollano in pochi anni.
La politica italiana è volatile.
In pochi anni la Lega da primo partito della coalizione a fanalino di coda; il M5S che quasi doppiava il PD e oggi lo insegue; Fratelli d’Italia da irrilevante a primo partito. Ma il Capo dello Stato resta lì. Quando Mattarella fu eletto, Renzi dominava la scena. Oggi Renzi galleggia e Mattarella è ancora al Colle.
Gli ultimi due presidenti il sistema parlamentare è talmente fragile da non saper generare alternative e riemeggerli.
Però la sinistra non ha mai perso questa elezione da oltre trent’anni.
Dalla Seconda Repubblica nessun Presidente di area destra.Scalfaro, Ciampi, Napolitano, Mattarella. Tutti espressione di una sensibilità centrosinistra o comunque compatibile con l’establishment progressista.
I premier tecnici,sono nati con il decisivo avallo del Quirinale, spesso ridando centralità al PD.
La sinistra lo sa perfettamente e si sta già scaldando per il 2029. Sa che Palazzo Chigi senza un Colle amico rischia di essere zoppo: veti, crisi pilotate, nomine bloccate, ricorso a governi di unità nazionale.
In un sistema senza premierato blindato, il Quirinale diventa l’assicurazione contro le vittorie elettorali altrui.
Il più grande errore di Salvini fu non essere capace di gestire l’elezione presidenziale.
Chi esprime il Capo dello Stato resta centrale per sette anni, anche se perde alle urne.
La sinistra sa bene che il Colle è la leva per mantenere influenza istituzionale trasversale.
Le elezioni politiche del 2027 saranno decisive proprio per questo. I sondaggi oggi premiano il centrodestra, ma la sinistra farà di tutto per blindare il Colle con un nome di garanzia , magari un Franceschini, o Prodi o un moderato Casini, perché sa che perderebbe la carta del governo tecnico e dell’inciucio istituzionale.
In America ci sono la midterm, in Italia il midterm istituzionale è ogni sette anni sul Colle.
Ignorare questa partita significa lasciare alla controparte un vantaggio asimmetrico e duraturo. Il centrodestra deve prendere coscienza che la sinistra lotterà con le unghie e con i denti per la sua battaglia più importante.
prepararsi sindaco ora è necessario per avere una visione corretta.
Serve un candidato credibile, largo consenso potenziale e la consapevolezza che, in questo sistema, il Quirinale non è un trofeo simbolico. È potere vero, per sette anni inamovibile.
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