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Esteri

In Ungheria si estingue la sinistra e la Schlein festeggia

di Alessandro Scipioni -


Nel Parlamento di Budapest, non siede più un solo deputato di sinistra. Nessun seggio. Estinta come i dinosauri.

Il trionfo di Péter Magyar e il nuovo assetto politico ungherese

I 199 posti in palio vengono spartiti solo tra forze di destra. Il vincitore è Péter Magyar leader di Tisza, di centrodestra filoeuropeo, che conquista bene 138 seggi e, di conseguenza, una maggioranza blindata. Viktor Orbán con il suo movimento Fidesz si ferma ad appena 55 seggi, venendo relegato all’opposizione dopo quasi 17 anni di governo. La formazione di destra radicale Mi Hazánk entra con un pugno di rappresentanti. Lo stesso Orban ha riconosciuto la sconfitta con garbo istituzionale. “Risultato chiaro e doloroso”. Magyar ha esultato un po’ meno garbatamente affermando di aver liberato l’Ungheria.
E qui inizia la sceneggiata all’italiana.

La sinistra nostrana, invece di registrare il dato più clamoroso, ossia la completa estinzione della sinistra ungherese, si è messa a festeggiare come se avesse vinto lei.
Elly Schlein in testa, insieme a Fratoianni, Salis e Renzi, esultano per quella che ritengo la fine dei sovranisti e per un’Ungheria più democratica e libera.
Festeggiano, insomma, l’estinzione dei loro simili.

Celebrano con gioia la sparizione parlamentare di una sinistra europea che, almeno in Ungheria, non esiste più.
Certo almeno una cosa positiva in queste elezioni c’è…
Personalmente non lo nascondo che preferivo Viktor Orbán al vincitore europeista.

Orbán ha difeso per anni confini, sovranità nazionale, famiglia e identità cristiana contro le derive globaliste e woke che tanti, per resa culturale o opportunismo, hanno abbracciato.
Magyar segna un cambio di rotta più allineato a Bruxelles e alla Nato, o a ciò che ne resta in questo curioso e vivace contesto internazionale.

Chi si definisce veramente di destra dovrebbe quantomeno notare che Orban ha fatto sistematicamente il contrario di ciò che fa esultare Ilaria Salis e compagnia.

La mistificazione della realtà e il paradosso della sinistra italiana

E se Salis esulta io piango, esattamente come gioisco quando s’indigna!
Detto questo, il dato politico è lapalissiano.
In Ungheria la sinistra è stata cancellata dal voto popolare e la sinistra italiana festeggia proprio questa estinzione.
La stessa sinistra che per anni ha dipinto Orbán come un dittatore e l’Ungheria come una minaccia alla democrazia in Europa.

Ora che il è stato battuto da un altro uomo di destra, trasformano una sonora sconfitta della propria famiglia politica in un trionfo.
La sinistra in Italia gioca di rimessa come fanno i Fantini al Palio di Siena. Ossia quando la loro Contrada non può vincere, vogliono solo impedire di vincere la contrada con la quale hanno peggiore rivalità.
Ma loro restano perdenti!
Però possono fingere di non esserlo.

Con questa generazione cresciuta a hashtag e reel è facilissimo mistificare la realtà. Si può far credere che Napoleone fosse nero, George Washington gay o che una batosta diventi una storica vittoria.
Basta l’etichetta giusta e il post virale. I fatti contano poco quando l’emozione prevale.
Il popolo ungherese ha deciso di cacciare dal Parlamento la totalità della sinistra.
In Italia qualcuno preferisce non accorgersene e brindare lo stesso. La realtà, però, non cambia per quanto la si ribalti sui social.

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