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Economia

Italia-Africa, non solo piano Mattei: Eni “torna” in Libia

Il Cane a Sei Zampe vince una gara in Nordafrica mentre parte il summit di Addis Abeba

di Pietro Pertosa -


Eni in Libia. È iniziata ieri la due giorni di Addis Abeba per fare il punto della situazione sul piano Mattei. E non è un mistero che, mai come in questo momento, sia la frontiera dell’energia quella più “calda” sul fronte dei rapporti politici e soprattutto economici tra l’Italia e l’Africa. Un appuntamento previsto e che servirà al governo italiano per fare il punto della situazione. O, per dirla con le parole già pronunciate a suo tempo da Giorgia Meloni, per un “tagliando” al piano Mattei. Per capire dove si sta andando e verso quali soluzioni è più utile orientare gli sforzi.

Il “ritorno” di Eni in Libia

L’Eni, al cui fondatore s’intitola il piano fortemente voluto dal governo Meloni, chiaramente è in prima linea. E proprio qualche giorno prima dell’inizio del summit nella capitale etiope, Eni ha potuto festeggiare una buona notizia, proveniente dalla Libia. Già, perché il Cane a Sei Zampe s’è aggiudicato una licenza d’esplorazione nell’ambito della gara internazionale lanciata, a distanza di molto tempo dall’ultima, dalla National Oil Corporation libica. Eni fa parte di un consorzio, insieme a QatarEnergy, a cui è stato affidato il compito di esplorare il blocco offshore che si trova nella Sirte. Un’area ampia 29mila chilometri quadrati che, a quanto pare, sarebbe abbastanza promettente. L’impegno di Eni e QatarEnergy sarà quello di realizzare acquisizioni sismiche in 2D e in 3D e avviare eventuali attività di drilling già entro cinque anni. La firma sull’accordo sarà messa nero su bianco a fine febbraio a Tripoli.

Il progetto Congo Lng

Un mese, quello di febbraio, che era iniziato già bene con la cerimonia per il primo carico di gas naturale liquefatto dall’impianto di Nguya Flng che ha dato il via alla tanto attesa Fase 2 del progetto Congo. Già, proprio in Congo l’amministratore delegato Eni Claudio Descalzi ha preso parte insieme al presidente Denis Sassou N’Guesso alla cerimonia tenutasi a Pointe Noire. Un’occasione importante perché, con la fase 2 del progetto Congo Lng, si avvia una produzione stimata in circa 4,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno a fronte di una capacità di liquefazione complessiva pari a tre milioni di tonnellate di Gnl. Insomma, ora si entra nel vivo di un progetto importante che lega, al di là del piano Mattei stesso, una parte di Africa in maniera sempre più solida e vincolante all’Italia.


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