Femminicidio Anguillara, tutti i nuovi dubbi
L'arma sparita, il cibo nello stomaco, il luogo preciso del delitto e le possibili complicità
Le ricerche dell'Arma per la morte di Federica Torzullo, da parte dei carabinieri del Nucleo Subacquei di Roma
Femminicidio di Anguillara, nuovi dubbi: arma sparita, cibo nello stomaco e possibili complicità. Le indagini sull’omicidio di Federica Torzullo si arricchiscono di nuovi interrogativi. L’arma del delitto non è stata ancora trovata, i residui di cibo nello stomaco potrebbero spostare l’orario della morte a prima di quanto dichiarato dal marito Claudio Carlomagno. Il luogo del delitto potrebbe non essere stato il bagno. Nuovi elementi riguardano anche la presenza del padre di Carlomagno sul luogo e di una seconda persona non identificata in auto, potenziale complice.
L’arma del delitto ancora non ritrovata
I nuovi dubbi sul femminicidio di Anguillara cominciano con l’arma. Secondo Carlomagno, l’omicidio sarebbe avvenuto con un coltello presente in casa, gettato poi in un corso d’acqua vicino a Osteria Nuova. Nonostante le ricerche, l’arma non è stata ritrovata, elemento cruciale per confermare dinamica e numero di colpi inferti.
L’autopsia e i residui di cibo: la possibile anticipazione della morte
L’autopsia ha rilevato residui di cibo nello stomaco, suggerendo che Federica potrebbe essere stata uccisa prima della mattina indicata dal marito. Le analisi tossicologiche e istologiche in corso serviranno a stabilire con precisione il momento della morte, confrontando la digestione con la versione di Carlomagno.
Il luogo del delitto: non solo il bagno
Contrariamente alla confessione di Carlomagno, alcuni elementi fanno ipotizzare che l’omicidio possa essere avvenuto in soggiorno o in un’altra stanza, non esclusivamente nel bagno. Le tracce ematiche, la collocazione del corpo e l’analisi dei movimenti post-delitto suggeriscono una dinamica più complessa della lite mortale.
Il padre di Carlomagno e un possibile complice: indagine aperta
Al centro delle nuove verifiche c’è anche il ruolo del padre di Claudio Carlomagno, Pasquale, che si trovava sotto casa del figlio la mattina del delitto. Sebbene abbia dichiarato di essere lì per motivi di lavoro e non sapere nulla dell’omicidio, gli investigatori stanno valutando la sua presenza come elemento di contesto utile a ricostruire gli spostamenti e i tempi della mattina fatale.
Un altro elemento di incertezza – che si aggiunge all’elenco dei nuovi dubbi sul femminicidio di Anguillara – su un possibile complice. Una persona non identificata in auto con Carlomagno al ritorno a casa dopo il seppellimento del corpo. Le immagini di sorveglianza mostrano un individuo accanto al 45enne, non chiaramente riconosciuto come il figlio minorenne, alimentando ipotesi sulla possibile complicità in fase post-delitto. Gli accertamenti su identità, conoscenza del delitto e eventuale coinvolgimento restano in corso e costituiscono uno dei nodi più delicati dell’indagine.
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