Festival di Sanremo/3: sponsor ricchi, calo pubblico, social tiepidi
Quanto a lungo la forza commerciale potrà compensare un coinvolgimento meno entusiastico?
Il Festival di Sanremo 2026 appare confermare un paradosso interessante: i conti volano, l’audience frena.
Secondo le stime economiche circolate, l’impatto complessivo del Festival di Sanremo supera i 250 milioni di euro, con una raccolta pubblicitaria che punta oltre i 70 milioni. Gli sponsor non mancano, i pacchetti crossmediali si vendono, il prime time resta una vetrina ambitissima.
Soldi solidi, share meno
Già la prima serata ha registrato circa 9,6 milioni di spettatori e il 58% di share, in calo rispetto ai 12,6 milioni e 65% dell’edizione precedente. Non un crollo strutturale, ma il segnale esiste.
Il Festival resta centrale nel sistema Rai, ma non è più l’evento totalizzante di qualche stagione fa.
Engagement social: conversazione sì, dominio no
Sui social il Festival genera interazioni importanti, ma non un’onda travolgente. Alcuni artisti superano il milione di interazioni nella serata, ma il dato resta frammentato.
Non c’è un unico fenomeno virale capace di monopolizzare la conversazione nazionale. Si parla di Sanremo, ma non si vive solo di Sanremo.
Sponsor felici, ma per quanto?
Con telepromozioni milionarie e secondi pubblicitari a cifre altissime, il modello regge. I brand cercano visibilità televisiva e presidio digitale in un unico ecosistema.
Ma la domanda è: quanto a lungo la forza commerciale potrà compensare un coinvolgimento meno entusiastico?
Festival o piattaforma?
Sanremo oggi è più piattaforma economica che rassegna musicale. Il mercato discografico corre su streaming, tour e social. La macchina Rai resta potente, ma non più dominante.
Il Festival non è in crisi finanziaria. Ma questa “modalità” quanto tempo ancora reggerà?
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