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Cronaca

Garlasco, dal giallo all’ombra del depistaggio: Sempio verso il processo

di Eleonora Ciaffoloni -


C’è un dato che potrebbe cambiare la storia giudiziaria del delitto di Garlasco. E questo dato è del 2007. Nel materiale del Ris di Parma relativo al Dna trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi sono state individuate due contro-analisi, eseguite il 20 settembre 2007, che avrebbero dato esito negativo. Quei risultati, secondo i consulenti della difesa di Stasi, avrebbero potuto mettere in discussione già allora il valore dell’esame che aveva collegato il Dna di Chiara Poggi alla bicicletta dell’allora fidanzato.

La chiusura delle indagini di Pavia e il dato del 2007

Ma quelle analisi non risultano nel fascicolo del procedimento che portò alla condanna definitiva di Stasi a 16 anni. E la domanda, per chi crede ancora nella Giustizia è: come è stato possibile? Eppure, tutto questo è emerso ieri, quasi vent’anni dopo, con la chiusura della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia ha depositato gli ultimi atti e notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini.

I pm, dopo diciotto mesi di accertamenti, ritengono di avere raccolto elementi sufficienti per sostenere l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi futili e abietti. Per Sempio, dunque, si apre ora la fase che potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio. Per Stasi, invece, si apre un’altra partita, opposta: quella della possibile revisione della condanna. In ogni caso, a sconcertare più di tutto è quanto di nuovo raccontano le indagini, quelle vecchie.

Nel comunicato con cui la Procura di Pavia ha annunciato la chiusura dell’inchiesta, i magistrati riferiscono di una consulenza affidata ai tecnici della difesa di Stasi sui Raw Data consegnati dal Ris di Parma nel novembre 2025. All’interno di quei dati sarebbero state trovate due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 relative al campione indicato come “bu_p”, quello dal quale era emersa la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta Umberto Dei. Le due contro-analisi, secondo i consulenti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, sarebbero completamente negative.

I risultati

Da qui la loro conclusione: quei risultati avrebbero potuto essere utilizzati per scagionare Stasi già diciannove anni fa. La Procura sottolinea però un altro elemento: quelle contro-analisi non sarebbero presenti nel fascicolo del procedimento penale del 2007. Perché? L’idea del depistaggio, di certo, inizia a farsi strada. Ma la cosa certa, reale, è che esiste è un’anomalia documentale che dovrà essere spiegata e valutata nelle sedi giudiziarie competenti.

L’indagine su Sempio: verso il rinvio a giudiuzio

Intanto la nuova indagine va avanti, su Sempio: per i pm, gli elementi raccolti contro l’amico di Marco Poggi riguardano soprattutto le tracce biologiche e le impronte. C’è il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara, risultato compatibile, nell’ambito dell’incidente probatorio, con la linea paterna di Sempio. E c’è la cosiddetta impronta 33, individuata sul muro della scala dove venne trovato il corpo della ragazza, che i pm sostengono sia attribuibile proprio a Sempio. Ma c’è anche un’altra consulenza, quella che riguarda la compatibilità tra il piede dell’indagato e la famosa impronta a pallini trovata sulla scena.

Secondo gli accertamenti, la scarpa modello Frau taglia 42, sarebbe compatibile con le misure del piede di Sempio. Di certo, il terreno di scontro continua ad essere sulle consulenze, dove le parti in causa sulla vicenda giudiziaria di Garlasco si sono sempre scontrate. E ora Sempio avrà ora venti giorni per esaminare gli atti attraverso i suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, e presentare una memoria o chiedere di essere interrogato. I suoi legali hanno definito il nuovo atto un “415 bis classico”, sostenendo che non conterrebbe elementi nuovi nell’imputazione. La Procura, invece, considera conclusa la fase investigativa e potrebbe procedere verso la richiesta di rinvio a giudizio.

Stasi e la possibile revisione del processo

E Stasi? la revisione della condanna è già stata chiesta in passato e respinta, ma le nuove circostanze hanno aperto una strada diversa. La Procura generale dovrà valutare gli elementi emersi dall’inchiesta pavese e stabilire se esistano i presupposti per promuovere una nuova richiesta. La revisione, va ricordato, è un rimedio straordinario contro una sentenza definitiva e richiede che siano rispettate precise condizioni. Per questo, anche se le nuove indagini hanno riaperto interrogativi pesantissimi, Stasi resta oggi un condannato definitivo e Sempio un indagato.

Se la revisione venisse ammessa e la condanna fosse eventualmente messa in discussione, il sistema giudiziario dovrebbe tornare al punto di partenza. E se invece gli elementi contro Sempio non fossero ritenuti sufficienti, potrebbe perfino profilarsi lo scenario più difficile da chiudere: quello di un delitto per il quale una condanna esiste, ma il cui autore non sarebbe più giudiziariamente identificabile.


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