L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

QatarEnergy e il nodo del gas, ad aprile il conto della guerra

La nota della società a Edison, il nodo degli approvvigionamenti. Meloni: "Tasse più alte a speculatori"

di Cristiana Flaminio -

epa12789592 The logo of QatarEnergy is seen in Doha, Qatar, 02 March 2026. QatarEnergy has halted production of liquefied natural gas (LNG) and related products due to military attacks on its facilities in Ras Laffan Industrial City and Mesaieed Industrial City. EPA/HANNIBAL HANSCHKE


Un mese di tregua, in teoria, poi ad aprile la guerra ci presenterà il conto con le (mancate) consegne di gas. Non c’è, al momento, nessuna criticità per quanto riguarda gli approvvigionamenti di gas per l’Italia. Gli stoccaggi sono (relativamente) pieni, le consegne (fino a prova contraria) saranno rispettate. Almeno fino a marzo, poi chissà. Lo ha detto il ministro Pichetto, lo ha ribadito l’Arera, lo hanno confermato i top manager delle aziende energetiche italiane. Agostino Scornajenchi, ad di Snam, è stato chiaro: “Tutte le consegne di marzo sono confermate, le navi cargo che dovevano prendere gas in Qatar lo hanno fatto prima del conflitto, hanno attraversato lo stretto e sono verso la loro destinazione finale. Non ci aspettiamo nessun impatto per marzo, ma certo dovremo vedere cosa accadrà ad aprile”.

Ad aprile potrebbe mancare il gas

Con lo Stretto di Hormuz chiuso, qualcuno sta cercando soluzioni alternative. Come Saudi Aramco che ha iniziato a spedire petrolio e gas verso il Mar Rosso. Ma, per adesso, la situazione resta tesissima. L’unica certezza è che ad aprile potrebbe accadere che le consegne di Gnl potrebbero non essere rispettate. Edison, che pure ha rassicurato sulla “tenuta” delle consegne per marzo, ha ricevuto ieri pomeriggio l’alert da QatarEnergy. Una comunicazione che era attesa, purtroppo. Potrebbero essere a rischio fino a cinque carichi di gas naturale liquefatto. La società italiana ha ribadito di non aver ricevuto dalla controparte qatariota comunicazioni inerenti le consegne per marzo. E ha rassicurato gli utenti finali, ossia le famiglie in bolletta, promettendo che non riceveranno stangate dato che saranno messe in campo “azioni di mitigazione e ad attività di gestione del portafoglio in corso e già attivate”.

Rialzi nei prezzi del Gnl e del petrolio

Il problema è, però, che queste notizie hanno sostenuto la speculazione sui futures al Ttf di Amsterdam. Dove il prezzo del Gnl, in riferimento al mese prossimo, è tornato a essere superiore ai 50 euro al Mwh. Contestualmente pure il prezzo del greggio ha fatto segnalare forti rimbalzi verso l’alto: il Wti si avvicina minacciosamente agli 80 dollari al barile (79,44 per un rincaro del 6,5%) mentre il Brent, quella soglia, l’ha già abbondantemente superata (84,45 dollari per un aumento del 3,75%). Gli effetti si fanno già sentire alla pompa e, a Roma, il prezzo dei carburanti in alcuni impianti è già salito attorno ai due euro al litro.

Meloni: “Tasse più alte a chi specula”

Giorgia Meloni ha lanciato, intervistata da Rtl 102.5, un avviso forte e chiaro a tutti: “Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera, che ha già attivato i meccanismi che servono a controllare il mercato, verificare l’andamento dei prezzi, evitare fenomeni speculativi. Faremo quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione. Io sono pronta anche a reagire, e se necessario anche ad aumentare le tasse alle aziende che eventualmente dovessero speculare per rimettere i proventi sul taglio delle bollette”. Non si riferisce solo alle società energetiche o alle compagnie petrolifere, che a tutta prima parrebbero i destinatari ideali dell’avviso di Meloni. Ma anche alla grande distribuzione e in particolare ai generi alimentari.  


Torna alle notizie in home