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Esteri

Il caso Quentin fa saltare i nervi alla Francia. Scintille con gli Usa

Incidente chiuso con l'Italia

di Mauro Trieste -


L’ambasciatore americano in Francia, Charles Kushner, ha telefonato al ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, a seguito della sua mancata risposta alla convocazione al Quai D’Orsay. Il consuocero di Trump si è impegnato a non interferire nel dibattito pubblico francese, cosa di cui l’aveva accusato Parigi. A rivelare gli sviluppi dello scontro diplomatico è stata l’Afp, citando fonti vicine al capo della diplomazia transalpina.

Kushner si è impegnato a non interferire negli affari francesi

L’ambasciatore statunitense in Francia ha chiamato il Ministro. Quest’ultimo ha ribadito le ragioni che hanno portato alla convocazione: la Francia non può accettare alcuna forma di interferenza o manipolazione del suo dibattito pubblico nazionale da parte delle autorità di uno Stato terzo”, ha fatto sapere lo staff del ministro, riferendosi ai commenti di Kushner sulla morte dello studente di estrema destra Quentin Deranque a Lione, massacrato dagli estremisti di sinistra. “L’ambasciatore ha preso atto, ha espresso il desiderio di non interferire nel nostro dibattito pubblico e ha ricordato l’amicizia che lega Francia e Stati Uniti”, ha indicato la stessa fonte.

Il precedente con Parigi

Non è la prima volta che Charles Kushner viene convocato. Nel mese di agosto scorso era stato invitato a spiegare le sue ragioni dopo aver sostenuto che il governo francese non stesse facendo abbastanza per frenare “l’ondata” di antisemitismo. “In assenza dell’ambasciatore, un incaricato d’affari dell’ambasciata americana si era presentato al suo posto al ministero degli Esteri”, ha ricordato la stampa francese.

Le parole del ministro degli Esteri della Francia Barrot

Quando si ha l’onore di rappresentare il proprio paese in Francia, si rispettano i costumi della diplomazia e si risponde alle convocazioni del ministero degli Affari Esteri”, aveva sottolineato Barrot, intervenendo su France Info, prima del chiarimento telefonico. “Questo non intacca in nessun modo la relazione tra la Francia e gli Stati Uniti…ne ha viste altre”, aveva assicurato il ministro, precisando però che l’uscita dell’inviato avrebbe avuto “effetti naturalmente” sulla capacità “di esercitare la sua missione nel nostro Paese”. Jean-Noel Barrot ha ricordato che la Francia non accetta “che Paesi stranieri possano venire ad interferire, si introducano nel dibattito politico nazionale”. L’Amministrazione Trump aveva condannato il “ruolo” dell’“estremismo violento di sinistra”. Sono undici le persone arrestate in relazione al pestaggio che ha portato alla morte del militante nazionalista 23enne.

Annunciando la convocazione del diplomatico statunitense, Barrot aveva ribadito il suo rifiuto di vedere la morte di Deranque strumentalizzata “a fini politici”. Aveva inoltre fatto notare che la Francia non ha lezioni da ricevere “in merito alla violenza, in particolare, dell’internazionale reazionaria”.

Frattura ricomposta con l’Italia per il caso Quentin Deranque

Ricomposta la frattura con l’Italia. “Incidente chiuso, andiamo avanti”. Così il ministro degli Esteri francese ha risposto a Radio France ad una domanda sull’ultimo scontro verbale tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, a cui il presidente aveva chiesto di “non commentare” gli affari francesi dopo le parole della premier sulla tragica sorte di Quentin Deranque. “Non abbiamo lezioni da ricevere in materia di ordine pubblico, di violenze, non abbiamo lezioni da ricevere dall’internazionale reazionaria”, ha rimarcato il capo della diplomazia parigina, assicurando poi che “Francia e Italia sono Paesi molto vicini, che vogliono approfondire la loro cooperazione”.

Il rinvio del vertice bilaterale Francia-Italia fra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni del 9 e 10 aprile a Tolosa non sarebbe connesso ai recenti attriti tra le parti. Il faccia tra la premier italiana e l’inquilino dell’Eliseo dovrebbe tenersi dopo il vertice G7 di Evian, in programma fra il 15 e il 17 giugno, per lasciare più tempo ai preparativi. “La decisione era stata presa ben prima dei tragici avvenimenti della scorsa settimana”, ha garantito il componente del governo, anticipando che “in primavera presiederà in Val d’Aosta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani il comitato per la cooperazione transfrontaliera”.

L’entourage di Macron ha fatto riferimento alla “forte volontà del presidente di promuovere una relazione franco italiana ambiziosa, come testimonia il trattato del Quirinale avviato al 2017 e concluso con Mario Draghi con il sostegno di Mattarella”.


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