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Sociale

Il Papa in visita nella periferia di Ponte Mammolo

di Andrea Canali -


Nell’attesa della prossima Pasqua che rinnova il messaggio di rinascita e salvezza per ogni cristiano, Leone XIV nel pomeriggio dello scorso 14 marzo, ha preso possesso per abitarvi, come da tradizione, dell’appartamento Papale, rimasto chiuso e vuoto da oltre 12 anni, visto che il suo predecessore dopo la sua elezione era rimasto a vivere a Santa Marta.

Tale dimora allocata presso il palazzo Apostolico, è costituita da vari ambienti, come lo studio personale, oppure la sala da pranzo, la cappella privata dove i Pontefici celebrano la Messa quotidiana, oltre ad un ambiente sanitario per eventuali cure, una palestra, la biblioteca e la famosa finestra da cui il Papa, si affaccia ogni domenica per l’Angelus. Inoltre, vi sono degli ambienti dove andrà ad alloggiare la famiglia pontificia, tra cui, i suoi segretari personali, Edgard Iván Rimaycuna Inga e Marco Billeri.

Altro evento significato avvenuto lo scorso fine settimana, è stata l’ultima   visita pastorale (la quinta) da parte del Santo Padre, avvenuta nella zona di ponte Mammolo, sicuramente piena di significato. Infatti, il giro itinerante del Pontefice nella zona di confine della Capitale è un segnale preciso, di vicinanza ai credenti. Come è noto, purtroppo, alcune zone della città eterna rischiano di essere non solo periferia della città ma periferia dell’anima, dove arriva sia la metropolitana ma anche a durezza della vita quotidiana. Pertanto, Papa Leone XIV si è recato, come da programma, nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, appunto.

In tale occasione ha voluto sottolineare il valore dell’inclusione che questa comunità promuove da tanti anni, e ringraziare per la vitalità dei giovani.

Inoltre, ha avuto uno sguardo per le famiglie, gli anziani, i catechisti, i volontari che con le loro azioni preziose si adoperano per senzatetto, poveri e stranieri. A tal proposito si è espresso essendo presente, anche il cardinale Reina (che ha mosso i primi passi proprio in queta realtà) affermando: “bello vedere questo Papa itinerante nella città”. Il Papa tra i fedeli della comunità nell’oratorio dice loro: “avete creato una parrocchia che sa accogliere”. E poi “Voi, come parrocchia, avete creato una comunità che veramente sa accogliere. E per questo vi ringrazio davvero, perché è un segno di speranza in un mondo dove tante volte il dolore, la sofferenza, le difficoltà, sono troppo grandi. sono le parole di Leone che poi saluta e ringrazia chi è affacciato ai balconi.

Aggiungendo: “Tutti sono invitati, tutti sono chiamati. E così anche noi possiamo rappresentare questa famiglia che non conosce i limiti, che vuole invitare tutti a dire: ‘Venite tutti!’”. Lo spirito del Vangelo è aprire le porte a tutti. Una parrocchia che rappresenta il cuore di Gesù- Avere un cuore aperto-”.

Altro avvenimento solenne che non possiamo non ricordare previsto per domani venerdì 20 marzo, alle ore 12.30, di portata sia storica che internazionale, si svolgerà nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove  si terrà la cerimonia di conferimento e di presa di possesso del titolo di Protocanonico da parte del Re Felipe VI di Spagna.

Tale titolo è il suggello di un lungo legame tra la Basilica e la Corona di Spagna. Il rapporto tra la Corona di Spagna e Santa Maria Maggiore venne stretto fin dal 1603, quando il Capitolo Liberiano invitò il Re Filippo III ad assumere il ruolo di suo protettore e Protocanonico. In seguito, numerosi furono i lasciti e le committenze reali.

Nel 1647, Filippo IV istituì una rendita annuale denominata Opera Pia di Spagna, in segno di gratitudine, il Capitolo commissionò a Gian Lorenzo Bernini la statua bronzea del sovrano, che tuttora accoglie i fedeli e pellegrini sul portico della Basilica poi la Bolla Hispaniarum fidelitas, promulgata da Papa Pio XII il 5 agosto 1953, ha rinnovato e confermato questa intesa relazione, ecco la ratio di tale importante e solenne conferimento, con la conseguente  all’udienza  tra il Capo di Stato spagnolo e il Sommo Pontefice.


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