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Politica

Il problema sicurezza a Milano è diventato un’emergenza

di Giuseppe Ariola -


Quello della sicurezza a Milano è un problema evidente che si trascina da tempo. Al netto dei singoli episodi più o meno gravi che si registrano in città, la sensazione di insicurezza che si percepisce anche nelle zone più centrali è tanto diffusa quanto grave. Tanto più per quella che ama fregiarsi del titolo di capitale finanziaria del Paese. È, quindi, ancor più inconcepibile che una realtà di dimensioni tutto sommato contenute, ma che ospita un giro d’affari tale da richiamare migliaia di avventori provenienti da tutte le parti del mondo, non sia minimamente all’altezza delle altre città europee. La vocazione internazionale di Milano non può ridursi esclusivamente al business e tantomeno all’asilo politico di cui nei fatti godono i gruppi di stranieri che troppo spesso finiscono per organizzarsi in gang. Eppure, la questione relativa alla sicurezza è lì, sotto gli occhi di tutti.

Una città che fa paura

Si trascina da tempo senza che si riesca a dare una risposta politicamente valida. Milano è diventata una città che fa paura e la cosa più grave è non si intravede alcuna luce in fondo al tunnel. Ed è in questo contesto, lungo un binario sul quale corrono parallelamente da una parte una diffusa illegalità e dall’altro l’incapacità di farvi fronte, che il problema legato alla sicurezza assume un significato tutto politico. Non a caso, complice l’ennesimo tragico episodio violento culminato con l’uccisione di un giovane da parte di una gang, all’indomani della tornata delle elezioni amministrative si è subito riacceso il dibattito attorno al successore del sindaco Sala. Le elezioni si terranno solo tra un anno, ma la discussione, il confronto tra partiti alleati e lo scontro tra quelli avversari sul prossimo primo cittadino di Milano sono già entrati nel vivo.

Un caso locale dal profilo nazionale

La ragione è più che evidente: un contesto che accresce la paura dei milanesi e danneggia l’immagine della città ben oltre i suoi confini. Per l’opposizione il problema non è solamente locale, ma legato alle politiche del governo. Sotto accusa tornano, insomma, i decreti sicurezza che, con poche distinzioni di sorta, i partiti di centrosinistra bollano come sbagliati o insufficienti. Una risposta all’insicurezza che regna a Milano si chiede quindi a Roma e non al sindaco Sala. Il centrodestra invece, con lo sguardo rivolto al futuro, si scaglia contro l’amministrazione in carica. Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato definisce senza mezzi termini la situazione come “totalmente fuori controllo”, mentre Maria Stella Gelmini parla di “un’emergenza sicurezza” a cui la prossima amministrazione sarà chiamata a rispondere “con responsabilità e pragmatismo”.

Il problema sicurezza e il prossimo sindaco di Milano

Ma sul candidato della maggioranza a primo cittadino restano ancora le incognite. Maurizio Lupi è il favorito, ma c’è da scommettere che man mano che si avvicinerà il momento di ufficializzare un nome faranno capolino sulla scena perplessità e alternative. In particolare quelle di Forza Italia che punta a piazzare un proprio esponente. Il nome del numero uno di Noi Moderati, inoltre, chiuderebbe alla possibilità di un’alleanza con Azione che pone come condizione l’individuazione di un profilo civico. E qui la partita milanese si sposta sull’asse con Roma. Sia per quanto riguarda il candidato sindaco della Capitale sia in vista delle elezioni politiche.


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