Buco Ospedale Padre Pio da 220 milioni: il papa non ci sta
La firma del pontefice per commissariare la struttura. Tutti i dettagli dello scandalo
Il miracolo di Padre Pio rischia di trasformarsi in un incubo finanziario per l’ospedale che porta il suo nome: un buco di 220 milioni di euro.
La clamorosa crisi
La Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, definita dal Santo come “la struttura che sfiderà i secoli”, sta affrontando la crisi più profonda della sua storia. Un’inchiesta che incrocia numeri da capogiro, gestioni opache e un colossale buco in bilancio ha portato il Vaticano a una decisione senza precedenti: il commissariamento dell’opera.
I numeri dello scandalo: un buco milionario al “Padre Pio”
Le cifre emerse dall’inchiesta giornalistica della trasmissione Far West di Rai 3 avevano già disegnato un quadro inquietante. Il debito complessivo della Fondazione avrebbe raggiunto per alcuni i 250 milioni di euro. Nonostante la direzione generale abbia cercato di ridimensionare la cifra a circa 108 milioni di debiti verso i fornitori, la tensione resta altissima.
Ma dove sono finiti i soldi?
L’inchiesta di Far West ha parlato di una gestione fuori controllo. Buste paga gonfiate: Benefit amministrativi che avrebbero pesato per 300mila euro al mese. Promozioni “miracolose”: ausiliari amministrativi diventati improvvisamente dirigenti e segretarie inquadrate con lo stipendio da primario.
Perfino il sospetto di fondi off-shore, legato all’acquisto di una Pet Tac con denaro proveniente dalle Isole Cayman. Un fatto smentito poi da una conferenza stampa.
I debiti farmaceutici
I fornitori di medicinali avanzerebbero circa 50 milioni di euro, una situazione così critica che si è parlato di pazienti costretti a portarsi i farmaci da casa (circostanza anche questa smentita dall’ospedale).
Il “dietro le quinte”: i conti opachi e la “vecchia guardia”
Da più parti, l’attacco alla precedente amministrazione che non avrebbe rappresentato fedelmente la realtà dei conti alla Santa Sede, descrivendo un equilibrio apparente mentre il deficit cresceva. Fino a voci nei corridoi dei palazzi religiosi locali sulla “Santa Sede stessa che non sa bene che pesci prendere”.
Il commissariamento
Tuttavia, oggi, papa Leone XIV ha rotto gli indugi firmando un chirografo che esautora i vertici. Ha istituito una Commissione di indirizzo e vigilanza con poteri assoluti. Affidata a Maximino Caballero Ledo, il prefetto della Segreteria per l’Economia noto per la sua linea dura sui tagli agli sprech
Il messaggio è chiaro: il Vaticano riprende il controllo diretto per estirpare “malagestione e interessi personali”.
Lo scontro con la Regione Puglia e i lavoratori
La Fondazione punta il dito contro la Regione Puglia, sostenendo di vantare crediti per 32,2 milioni di euro legati a funzioni non tariffate (pronto soccorso, rianimazione) tra il 2016 e il 2023. “Se la Regione rispetta la legge, la nostra salute è ottima”, viene fatto sapere.
Nel frattempo, il clima interno è esplosivo. I sindacati hanno pronti 1.300 decreti ingiuntivi per arretrati non pagati e denunciano una strategia “sulla pelle dei lavoratori”. Nel mirino, il passaggio dai contratti pubblici a quelli della sanità privata per abbattere i costi. Durante l’ultimo Natale, una protesta degenerata con insulti ai vertici e il lancio di un camice dal quarto piano della struttura.
Il piano di salvataggio: la manovra dell’usufrutto
Per evitare il dissesto, il nuovo Piano Strategico punterebbe su manovre contabili audaci. Una patrimonializzazione, con l’iscrizione in bilancio del valore dell’usufrutto gratuito trentennale dell’immobile (concesso dall’Immobiliare CSS) per un valore di circa 112,9 milioni di euro. Così trasformando il patrimonio netto da negativo a positivo.
Poi, crediti d’imposta, con il recupero di oltre 87 milioni di euro di crediti d’imposta per attività di ricerca & sviluppo.
Infine, investimenti tecnologici. Nonostante il debito, sarebbero stati acquistati nuovi macchinari (secondo acceleratore lineare e robot chirurgici) per trasformare la struttura in un Cancer Center di livello nazionale.
Riuscirà il “commissario” del papa a salvare l’ospedale di Padre Pio senza smantellarne la missione caritatevole? La sfida è aperta, tra 2.600 posti di lavoro da difendere e un buco milionario che continua a spaventare.
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