Ip è diventata azera a tutti gli effetti: dopo l’acquisizione da parte di Socar, cambiano i dirigenti della società energetica. Italiana,- anzi non più Italiana, Petroli sarà guidata da Levan Davitashvili. Il nuovo amministratore delegato ha un ricco curriculum. Tra le esperienze pregresse c’è pure la stagione passata, da ministro all’Economia e allo Sviluppo sostenibile, nel governo della Georgia. Un georgiano alla guida di un’azienda italiana le cui azioni sono (quasi) totalmente di proprietà di una compagnia azera. Ed è stato proprio a Baku, infatti, che si è tenuta la prima conferenza del nuovo Ceo di Ip. Che ha svelato gli obiettivi di Socar, l’azienda statale dell’Azerbaigian, che punta fortissimo sulla nuova acquisizione di Ip proprio per espandere interessi e commerci nell’area del Mediterraneo. Area, beninteso, che è sempre più strategica a livello geo-economico internazionale. Fatto di cui si parla, forse fin troppo, pure in Italia ma su cui tutti si muovono.
La duplice lettura dell’acquisto di Ip per Socar
Lo stesso Davitashvili ha spiegato che la mossa di Socar si declina in due chiavi di lettura. “La prima è una decisione strategica, in linea con la visione strategica dell’Azerbaigian, ovvero espandersi nel Mediterraneo”. E poi, ha aggiunto il nuovo Ceo di Ip, “il secondo aspetto è commerciale” dal momento che l’Italia “è un partner commerciale molto importante”. Anzi, rappresenta “il primo partner commerciale in termini di esportazione di risorse energetiche”. Solo qualche settimana fa, infatti, un viaggio della premier Giorgia Meloni a Baku aveva rinsaldato i rapporti politici ed economici tra l’Italia e l’Azerbaigian proprio nel nome della sostenibilità delle forniture energetiche. A distanza di qualche giorno da quell’incontro, l’ufficialità del passaggio di consegne in Ip. Adesso l’arrivo dei nuovi dirigenti. Che non dicono, chiaramente, nulla di nuovo.
Obiettivo Mediterraneo
Ma anzi confermano un dato di fatto. Chi ha l’energia, oggi, ha in mano tutte le carte utili per giocare al meglio la partita del mondo che verrà. E farsi trovare in ottima posizione, soprattutto nel Mediterraneo, è obiettivo centrale di chi, davvero, la sa lunga. Quando ci si sposa, lo si fa in due, naturalmente. E Davitashvili rivendica che l’affare sarà tale pure per Ip: “Abbiamo condotto un’accurata valutazione e abbiamo riscontrato che questa azienda è molto solida, ben gestita, con una lunga storia e una grande capacità. E vediamo anche un significativo effetto sinergico sia per Socar che per Ip”. Dunque: “Questo accordo è nell’interesse dell’Azerbaigian, nell’interesse dell’Italia e ovviamente è nell’interesse commerciale di Socar e anche di Italiana Petroli”.