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Esteri

Kiev prova a blindare le infrastrutture. In Italia è bagarre

Guerra in Ucraina

di Ernesto Ferrante -


L’Ucraina sta spostando le sottostazioni sottoterra per proteggere le sue infrastrutture energetiche dagli attacchi russi. Distruggendo le apparecchiature, Mosca causa l’interruzione del flusso di elettricità dalle centrali elettriche alle abitazioni e alle aziende, con pesanti blackout in tutto il Paese. Il progetto costa decine di milioni di dollari e Kiev non può permettersi di sostenerne da sola i costi. “Ci vorranno anni e milioni di euro”, ha spiegato Oleksandr Kharchenko, amministratore delegato del Centro di ricerca sull’industria energetica ucraina.

Le truppe della Russia avanzano sul campo di battaglia

Mentre i colloqui per arrivare alla fine del conflitto non registrano progressi importanti, le forze russe sono prossime a conquistare tre centri urbani strategici in Ucraina: Huliaipole, nel sud-est, e le città di Pokrovsk e Myrnohrad, circa un centinaio di chilometri più a nord. Secondo esperti militari ed osservatori indipendenti, il controllo di queste città darebbe alla Russia un indubbio vantaggio dal punto di vista militare, oltre a una posizione di forza nei negoziati mediati dagli Stati Uniti. L’avanzata sul terreno potrebbe anche spingere gli ucraini ad ammorbidirsi rispetto alle eventuali concessioni territoriali per evitare ulteriori perdite.

Lo zampino di Kiev dietro l’attentato a Mosca

L’Fsb ha annunciato l’arresto di una terza persona in relazione all’attentato di venerdì scorso a Mosca contro il numero due del Gru, il generale Vadim Alekseev. Come riportato dall’agenzia di stampa Ria Novosti, si tratta del russo Pavel Vasin, figlio di Vasily Vasin, precedentemente arrestato per il tentativo di omicidio del generale insieme al presunto assalitore, Lyubomir Korba. Secondo l’intelligence russa, Vasin ha fornito “all’agente del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina, Lyubomir Korba, e a suo padre, Viktor Vasin, precedentemente arrestati, veicoli per la sorveglianza e il sequestro di armi da un deposito, e ha anche acquistato attrezzature di monitoraggio tecnico: una dash cam e un localizzatore, utilizzati per la sorveglianza e la determinazione dei percorsi degli obiettivi”. Pavel Vasin ha confessato di essere stato reclutato da Korba nel settembre 2025.

Tensione nella maggioranza che sostiene Giorgia Meloni

Il Governo italiano, con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha posto la questione di fiducia sul decreto legge contenente disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance. Il provvedimento, che dovrà passare all’esame del Senato, va convertito in legge entro il 2 marzo.

Le dichiarazioni di voto sono previste per oggi dalle 11.50, la chiama alle 13.30. Lo ha deciso la Conferenza dei Capigruppo della Camera. Dalle 16.45 il prosieguo dell’esame del provvedimento.

Per il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, “la Lega chiede al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all’Ucraina per evitare di far palesare il voto di coscienza (o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito. Io sono sempre coerente con i mie principi ed i mie valori!”.

“Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani”. Questa la scritta sullo striscione esposto ieri pomeriggio in piazza Montecitorio dai tre deputati di FN Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.


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