l fuoribordo di Gigi Valdano. Obiettivo velocità!
La Fiat 500, tassativamente di colore blu con interno rosso acquistata a rate alla fine degli anni ’60 per il nostro 18° compleanno, per noi rappresentò un simbolo di indipendenza e libertà. Giuseppe Bussandri, autentico fulcro di assistenza meccanica con sede a Madonnina di Serralunga di Crea, fu definito il mago del motore attorno al quale ruotavamo quotidianamente noi giovani satelliti in cerca di modifiche per potenziare la vettura. Erano fondamentali i decibel ininfluenti delle marmitte De Luca e Abarth, l’apertura parziale del cofano posteriore per il raffreddamento del motore bloccato dai tiranti in gomma, l’abbellimento della vettura con il volantino in legno Personal, i cerchioni delle ruote in lega, l’autoradio, i coprisedili anatomici bicolore, l’additivo e acronimo statunitense adesivo STP e l’immancabile zampa di tigre penzolante dallo specchietto retrovisore che il buon meccanico ci regalava dopo il rifornimento di carburante.

Con l’esperienza e la simpatia contagiosa di Bussandri, ben presto fu creato il Racing Team RBV, composto dal chirurgo del motore Gian Rossello, Pino Bussandri e Gigi Valdano, proprietario di una 595 blu scuro trasformata in seguito in una 850 bianca da pista, entrambe elaborate da Rossello nell’officina di Bussandri. La passione di Gigi per la velocità si intensificò nei primi anni ’70, partecipando alle gare motociclistiche juniores categoria 500 in sella ad una Yamaha 350 due tempi elaborata di sua proprietà, competizioni che si svolgevano in importanti circuiti internazionali come l’autodromo di Monza, il circuito di Misano Adriatico, progettato sotto l’egida di Enzo Ferrari che oggi ospita sia il Motor GP che il Superbike, e il tracciato di Magione sul lago Trasimeno.

Con un altro repentino cambiamento, Valdano partecipò nel 1979 alle gare motonautiche in Ungheria, sul Lago romano di Albano e sulle acque casalesi del Po a Coniolo con uno scafo catamarano 700. Fu ispirato dal pilota veterano Alberto Fioretta, definito il fotografo volante, fondatore con Giorgio Bocca del MAC, il gruppo sportivo Motonautica di Coniolo che realizzò delle gradinate in riva al fiume e un Centro Federale per gli allenamenti, un vero e proprio stadio dell’acqua, creando grande risonanza a livello internazionale per Casale Monferrato. Fioretta, vincitore di gare in formula 2, in contrasto con l’associazione MAC fondò la nuova squadra corse Umberto Piazza, ospitò la Formula 1 sul Po e vinse il raid motonautico Pavia-Venezia, grande trionfatore a tempo di record.

Le eccellenti doti di pilota permisero a Valdano di partecipare alle gare di Formula 3, ottenendo nel 1980 un terzo posto nel campionato europeo dei fuoribordo con scafo catamarano Molinari e motore Hevinrude 850. Nel 1981 arrivò la sospirata vittoria per Valdano con Molinari e Colombo nella sei ore di Rouen e un ottimo secondo posto nella sei ore di Parigi. Renato Molinari, il pilota italiano definito il re del Lago di Como, vincitore di 18 titoli mondiali e fondatore dell’omonima azienda comasca di progettazione e costruzione di fuoribordo con motori americani Mercury e Hevinrude, si è spento nel 2024 a Cellamonte, sua ultima residenza nel cuore del Monferrato casalese. Nel 1982 il grande balzo di Valdano in Formula 1, disciplina regolamentata dalla UIM, Unione Internazionale Motonautica, ottenendo un 13° posto con la scuderia Umberto Piazza, il titolare della squadra scomparso in un banale incidente motociclistico di fronte al Tribunale di Casale.

La FIM, Federazione Italiana Motonautica, sosteneva in parte le spese giornaliere di Valdano, sponsorizzato dalla ditta produttrice di tabacco Benson&Hedges che sosteneva le spese di manutenzione del motore, della verniciatura esclusiva “Range Rover Yellow”, il colore giallo ispirato dalle spedizioni Camel Trophy, e del logo sullo scafo. Le gare si moltiplicarono: Francia, Norvegia, Danimarca, Svezia e Inghilterra, dove la sua squadra fu ricevuta dallo sceriffo di Sherwood, riserva naturale famosa per il leggendario Robin Hood. Nel Gran Premio d’Olanda del 1984, seconda tappa del Campionato Mondiale Motonautica, Valdano ebbe problemi in partenza con il catamarano, perdendo posizioni nell’ottavo giro della prima delle tre manche. Durante la fase di recupero, lo scafo si impennò per mancanza di attrito e nell’impatto con l’acqua il tunnel di copertura dello scafo si sganciò colpendo al collo Valdano, pilota di punta della scuderia Piazza.

L’altro pilota casalese Fabrizio Bocca, alla prima stagione in Formula 1, figlio del fondatore del gruppo sportivo MAC, si rifiutò di proseguire in segno di lutto nonostante gli altri piloti avessero deciso di comune accordo di riprendere la corsa. Le immagini che illustrano la storia di Valdano rappresentano solo una parte dei ricchi archivi del “fotografo in bicicletta” Pier Giuseppe Bollo e Giancarlo Rossello, da sempre legato al pilota per la profonda amicizia. Rossello, onnipresente meccanico di Valdano, ha descritto le dinamiche del mortale incidente dopo aver analizzato attentamente il filmato della gara. La tragedia concluse la vertiginosa ascesa sportiva di Luigi Valdano, coraggioso pilota della motonautica mondiale originario di Madonnina di Serralunga di Crea, classe 1949.
Armano Luigi Gozzano
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