La farsa Jake Paul vs Anthony Joshua, i rischi dello sport business
Tutto va bene pur di far soldi ma c'è un limite oltre cui non è più sport. E vale pure per il calcio in Arabia...
Jake Paul contro Anthony Joshua. Ovvero, una farsa miliardaria in diretta streaming. Va bene che vale tutto, pur di fare i quattrini. Va benissimo che si tenti di fare business, è pur sempre l’America delle opportunità. Va tutto bene. Ma questo è fin troppo. Non è boxe, è stata più che altro una sessione di acchiapparello. Vedere un uomo che pesa molto meno del suo avversario, uno dei pugili più letali degli ultimi anni, corrergli letteralmente attorno, è stato l’ultimo schiaffo sul volto di quella che, una volta, era la noble art.
Jake Paul contro Anthony Joshua
Un po’ come mettere un gatto a combattere contro un leone. Solo che il gatto deve fare spettacolo e il leone vuole incassare. Ecco perché succede. Una sfida impari. Che, difatti, s’è conclusa quando è finito il fiato del micino Paul e la zampata del leone Joshua gli ha rotto in due punti la mascella. Finito il match. Ma non la polemica. Diciamocela tutta. Pareva una dei quelle cose che si facevano, anni fa, in Giappone. Quando si voleva promuovere il calcio. Un pugno di campioni contro decine e decine di ragazzini in campo. Tutto molto bello, per citare Pizzul. Ma tutto tranne che sport.
A proposito di calcio…
La boxe soffre. E boccheggia. Per mille ragioni. La ventata di dollari freschi garantiti da Jake Paul fa hype, stimola il dibattito ma non restituisce un attimo solo che sia stato uno di sport. Seguire i soldi, specialmente in momenti di crisi, spinge a fare scelte sbagliate. Si può dire che, un po’, è ciò che sta succedendo pure col calcio italiano. La Supercoppa in Arabia, coi tifosi (?) che non sanno manco quando esultare. O ciò che accadrà in Australia, a Perth, con la singola partita in trasferta. Milan-Como. Tutto va bene, benissimo, per fare business. E ci mancherebbe. Ma bisognerebbe avere equilibrio. Il calcio (per ora) non è al punto della boxe. Ma occhio a non prendere la china discendente…
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