La guerra travalica l’Iran: i costi, i perché
L'attuale manovra del Paese che ha perso la sua Guida Suprema
Macchinari israeliani lavorano alla riparazione di una strada colpita da un missile iraniano a Gerusalemme, poche ore fa
La guerra travalica l’Iran: i costi, i perché, le preoccupazioni di questi giorni. Non pochi pure i nostri connazionali nei Paesi finiti sotto attacco, a partire dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
Una manovra dell’Iran, estremamente concreta. Tra il 28 febbraio e ieri, l’Iran ha lanciato oltre 165 missili balistici e 540 droni verso gli Emirati Arabi Uniti e altri Paesi vicini.
La manovra di deterrenza dell’Iran
Sono stati colpiti o raggiunti dall’eco delle esplosioni a Dubai luoghi iconici come il Fairmont sulla Palm Jumeirah e l’aeroporto di Abu Dhabi, dove si è registrata una vittima.
A cosa serve
È una strategia di “costo asimmetrico”. L’Iran sa di non poter vincere una guerra convenzionale contro Usa e Israele, quindi colpisce i polmoni economici della regione. L’obiettivo è terrorizzare gli investitori e i turisti, dimostrando che se l’Iran cade, crolla la stabilità di tutto il Golfo.
Serve a spingere i Paesi arabi a fare pressione su Washington per un cessate il fuoco immediato.
Droni e missili contro basi Usa e Israele
L’Iran punta contemporaneamente a saturare i sistemi di difesa avversari con ondate di droni e missili economici, costringendo Israele e gli Stati Uniti a utilizzare intercettori – come i missili Thaad – che costano milioni di dollari.
Nella “Guerra dei 12 giorni” del giugno 2025, per esempio, Israele ha sostenuto costi fino a 12 miliardi di dollari, esaurendo una parte significativa delle scorte americane di intercettori.
Leggi anche In Libano Hezbollah al bivio di una guerra regionale
Una reazione preparata da tempo
Per sostenere questa postura, l’Iran ha da tempo approvato aumenti record della spesa militare.
Un incremento del 200%, annunciato nell’ottobre 2024 per il budget 2025-2026, con l’obiettivo di “rafforzare le capacità di difesa” a fronte delle crescenti minacce regionali.
Il budget 2025, stimato in circa 46 miliardi di dollari, finanziato in gran parte attraverso proventi da petrolio, gas e prestiti dal Fondo di Sviluppo Nazionale.
Colpo su colpo
Perché l’Iran non prova ad attaccare più sistematicamente Israele o le basi Usa? In realtà, ci sta provando, ma con risultati (e modalità) di diverso tenore.
Di contro, una difesa insuperabile. Israele, con il supporto degli Usa, ha una densità di sistemi anti-missile (Arrow 3, David’s Sling) che rende quasi impossibile per l’Iran infliggere colpi “chirurgici” letali senza un lancio di saturazione totale.
Poi, vuole evitare l’annientamento. Attaccare massicciamente le basi Usa porterebbe a una risposta nucleare o a un’invasione di terra totale. Uno scenario che i resti del comando iraniano (il nuovo Consiglio di Leadership) cercano ancora di scongiurare per garantire la sopravvivenza del regime.
Perciò, la primaria scelta politica di colpire i “partner” degli Usa, come gli Emirati. Militarmente più facile, politicamente più insidioso, poiché prova a mettere in crisi le alleanze regionali americane.
Torna alle notizie in home