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Politica

La remigrazione di Vannacci. Il generale dice addio alla Lega

di Giuseppe Ariola -


Dopo giorni di discussioni, incontri e telefonate è arrivato il dietro front. La “migrazione indietro” di Vannacci, la remigrazione del generale dalla compagine della Lega. Un addio che certamente non può considerarsi indolore, ma che ultimamente in molti si aspettavano. E auspicavano. Nonostante il ruolo di vicesegretario del partito, Vannacci non si è mai realmente integrato nella Lega. D’altro canto, la maggior parte dello Stato maggiore del partito non lo ha mai avvertito come parte integrante del Carroccio. Lo ha più che altro digerito. Un po’ in quanto unto del leader Matteo Salvini, un po’ perché mettere in fila più di mezzo milione di preferenze non è oggettivamente un’impresa da tutti. E davanti ai voti ottenuti dal generale alle europee anche i governatori leghisti, quelli che più di tutti guardavano con titubanza a Vannacci, hanno dovuto buttar giù il boccone. E forzarsi a una sofferta convivenza con “un corpo estraneo” per dirla come Zaia. La coabitazione non è però andata bene e Vannacci non ha mancato di calcare la mano.

Un convivenza da sempre sofferta

Ha in qualche modo addirittura scavalcato Salvini, andando al di là della linea ufficiale del partito. Anche rischiando di compromettere gli equilibri della maggioranza. E lo ha fatto su un dossier delicato come quello dell’invio delle armi all’Ucraina, sul quale per la maggioranza trovare la quadra è stato tutt’altro che semplice. Nel corso del voto di una quindicina di giorni fa, due deputati fedelissimi del generale, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, sono usciti allo scoperto e si sono espressi in modo difforme dal resto del gruppo e degli alleati di governo. È stato il segnale evidente della crisi in corso all’interno della Lega e, allo stesso tempo, la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. La già nota impossibilità di costringere Vannacci tra righe non sue è emersa nel peggior modo possibile. Fonti parlamentari della Lega, nel confermare l’ipotesi che i due deputati ribelli meditassero un’uscita dal gruppo, avvaloravano anche l’eventualità del più pesante addio del generale.

La remigrazione del generale Vannacci: dalla Lega a Futuro Nazionale

Poco dopo in casa della Lega è scoppiata un’altra bomba. Futuro Nazionale, un nome e un simbolo registrati da Vannacci che hanno reso evidente la nascita di un nuovo partito. I contatti con Salvini non sono serviti a far rientrare la situazione. Tanto più che il numero uno della Lega ha dovuto fare i conti anche con quanti – tanti – tra i suoi vedevano come salvifica la remigrazione del generale Vannacci dalla Lega. Non è un caso che nessuno si sia stracciato le vesti per il passo del generale bollato come traditore. Anzi, più di qualcuno ha tirato un vero e proprio respiro di sollievo quando il generale ha annunciato di proseguire da solo il proprio percorso politico con Futuro Nazionale. Da solo per modo di dire, perché in Transatlantico già si rincorrono voci di scouting, soprattutto tra leghisti e 5 Stelle, per la nascita di un gruppo parlamentare vannacciano o per una componente nel gruppo misto. Il reclutamento per far parte delle truppe del generale è ufficialmente aperto al grido: “La mia destra non è moderata, chi mi ama mi segua”.


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