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Esteri

La rottura, Vance lascia il Pakistan

Troppo distanti le posizioni, Sharif tenta un'ultima mediazione telefonica

di Giorgio Brescia -


E’ rottura, si infrange la speranza di una svolta diplomatica, Vance lascia il Pakistan.

Vance lascia Islamabad

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha ufficialmente lasciato il Pakistan dopo 21 ore di negoziati serrati con la controparte iraniana, dichiarando il fallimento dei colloqui. “Gli iraniani hanno scelto di non accettare i nostri termini”, ha affermato Vance prima di imbarcarsi sul volo di ritorno per Washington, sottolineando che il nucleo del disaccordo risiede nel rifiuto di Teheran di fornire garanzie “affermative” sulla rinuncia totale all’arma nucleare.

Clima incandescente

Il clima si fa incandescente su Truth. Il presidente Donald Trump ha intensificato la pressione psicologica e militare, confermando l’ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Con post al vetriolo, Trump ha nuovamente minacciato di colpire sistematicamente centrali elettriche e infrastrutture vitali. E parla di un imminente “Power Plant Day” se l’Iran non dovesse piegarsi.

Teheran, dal canto suo, bolla le richieste americane come “inaccettabili”, lasciando il mondo in attesa.

Lo stallo

Il fallimento dei colloqui di Islamabad, durati 21 ore, non è solo un atto diplomatico mancato, ma un segnale di allerta militare globale. Secondo Axios, la rottura definitiva è avvenuta su due nodi tecnici. A frenare, la richiesta Usa di un “impegno affermativo” immediato contro l’arricchimento dell’uranio. Ma pure il rifiuto iraniano di rimuovere le mine sottomarine nello Stretto di Hormuz senza il preventivo sblocco di miliardi di dollari di asset congelati.

Mentre l’agenzia iraniana Tasnim accusa gli Stati Uniti di “ambizioni irragionevoli”, fonti regionali riportano movimenti della US Navy che avrebbe già iniziato operazioni di “bonifica” forzata delle rotte commerciali, ignorando gli avvertimenti dei Pasdaran.

La delegazione Usa guidata da Vance ha abbandonato l’hotel Serena sotto scorta massiccia, mentre il primo Ministro pakistano Sharif tenta un’ultima mediazione telefonica disperata per evitare che martedì diventi il giorno dell’offensiva contro le infrastrutture civili iraniane.

Trump insiste su una tregua che è “morta” se le navi non riprenderanno a circolare entro 24 ore.


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