L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

La Sassonia voleva un sindaco nazista: ecco perché

La promessa di una maggiore autonomia, spinta fino all'ipotesi provocatoria di un "Säxit"

di Dave Hill Cirio -


Oltre il cordone sanitario: perché la Sassonia profonda ha quasi eletto un sindaco nazista.

Cosa è successo in Sassonia

La vittoria sul filo del rasoio di Marcus Hoffmann (CDU) ad Aue-Bad Schlema, cittadina di 19mila abitanti incastonata nei Monti Metalliferi (Erzgebirge), non è solo una cronaca di voti per corrispondenza che salvano la democrazia. È l’istantanea di un territorio in cui l’estremismo di destra non è più un voto di protesta, ma un’identità radicata. perciò, la “voglia” di un sindaco nazista.

Per capire come si sia arrivati a un soffio da un sindaco nazista, bisogna scavare oltre i dati del ballottaggio.

Chi è Stefan Hartung e cosa c’è “oltre l’AfD”

Mentre i media internazionali si concentrano sull’ascesa di Alternative für Deutschland (AfD), la Sassonia dimostra che esiste una destra ancora più radicale che sta cannibalizzando il consenso dal basso.

Stefan Hartung, 37 anni, programmatore informatico indipendente, non è un volto nuovo. Ha alle spalle anni di militanza come funzionario della NPD (il partito storico della galassia neonazista tedesca, oggi rinominato Die Heimat). Nel 2021 è stato tra i fondatori di una nuova forza: i Freie Sachsen (Sassoni Liberi).

Classificata dai Servizi di sicurezza interni come organizzazione neonazista e anticostituzionale, questa formazione conta appena 1.200 iscritti ufficiali ma ha una capacità di mobilitazione enorme. Il loro obiettivo dichiarato non è la normale dialettica politica, ma un “cambiamento di sistema”.

I tasti emotivi e ideologici: la retorica del “Säxit”

I Freie Sachsen e Hartung non intercettano semplicemente il malcontento. Lo istituzionalizzano facendo leva su elementi precisi.

Mettono in atto un regionalismo identitario estremo. La promessa di una maggiore autonomia per la Sassonia, spinta fino all’ipotesi provocatoria di un “Säxit” (l’uscita della Sassonia dalla Repubblica Federale, richiamando i confini storici dell’antico Regno di Sassonia).

Funziona pure la retorica anti-sistema e anti-Berlino.Sfruttando il canale Telegram (vero e proprio hub organizzativo del partito), Hartung si presenta come il difensore della “gente comune” contro le decisioni della capitale, cavalcando l’opposizione radicale ai centri di accoglienza per richiedenti asilo con metodi d’impatto (come le marce con le fiaccole).

Di fatto, una normalizzazione istituzionale. Hartung siede già nel consiglio comunale e in quello distrettuale. La sua figura è stata sdoganata agli occhi dei residenti come quella di un amministratore locale vicino ai problemi quotidiani, svuotando di significato l’etichetta di “estremista”.

Che città è Aue-Bad Schlema? Le radici della crisi

Aue-Bad Schlema è lo specchio delle fragilità strutturali della transizione post-riunificazione nella Germania orientale.

Storicamente legata all’industria mineraria. Nota per l’estrazione dell’uranio durante l’era sovietica e per la sua tradizione termale. La città ha vissuto decenni di profonda ristrutturazione economica e perdita di posti di lavoro stabili. E, soprattutto, un forte declino demografico giovanile. Chi è rimasto sperimenta spesso un senso di isolamento e di abbandono da parte delle istituzioni centrali.

La “gestione” CDU, una stabilità che oggi, per motivi anagrafici, è venuta meno. Il candidato Hoffmann, pur vincendo, ha dovuto pagare lo scotto di essere il volto della burocrazia locale – lavora all’ufficio tecnico comunale – contro l’onda della rottura populista.

Due Germanie nello stesso seggio

Il voto di Aue-Bad Schlema certifica che la polarizzazione ha cambiato forma. Se lo sbarramento d’emergenza (il sostegno dei partiti di sinistra e civici alla CDU) ha retto, il voto fisico nei seggi ha premiato Hartung. Chi ci mette la faccia sul territorio sceglie il radicalismo. Chi vuole arginarlo si affida al silenzio del voto postale. Una democrazia difesa sul filo del rasoio, in un territorio ormai culturalmente scivolato all’estrema destra.


Torna alle notizie in home