L’addio all’anchor man che inventò i talk e col Biscione rivoluzionò la Tv

di FRANCESCO URRU
Ora a chi penseremo quando sentiremo parlare di talk show? Come cambierà la tv senza uno dei più grandi innovatori e talent scout della tv italiana?
Maurizio è scomparso ieri mattina, come da nota del suo ufficio stampa, lasciando tutti senza parole, pubblico e colleghi.
Nato a Roma il 28 agosto 1938, cresciuto con la ferrea volontà di diventare giornalista, inizia a muovere i primi passi nella carta stampata scrivendo per Paese Sera nel 1956; quattro anni dopo collabora con Tv Sorrisi e Canzoni, riuscendo ad intervistare anche il grande Totò.
Innumerevoli i personaggi incontrati ed intervistati nel corso della sua professione; ha iniziato la sua carriera televisiva in Rai nel 1976 con quello che si può definire l’inizio del genere Talk, con il programma Bontà Loro.
La sua carriera però non poteva limitarsi solo alla televisione, Costanzo ha lavorato anche come autore e conduttore radiofonico, autore di testi musicali, sceneggiatore ed è riuscito ad essere nominato come direttore di Canale 5.
Il primo pensiero degli italiani rimane legato al Maurizio Costanzo Show, sua creatura, che ha condotto dal 1982 per 40 anni: programma tv pluripremiato con i Telegatti, celebrato e osannato, per cui nessuno nel mondo della politica, cinema, musica, teatro sport e altri poteva considerarsi “qualcuno” se non era stato almeno una volta ospite nel Teatro Parioli, l’unico vera sede riconosciuta ed amata da Costanzo stesso.
Nel corso della sua Carriera a Costanzo è avanzato il tempo di creare e inventare e sposare l’idea di VeroTv, spin-off della omonima testata giornalistica Vero, all’epoca totalmente innovativa per contenuti e palinsesto; così lo ricorda l’editore Guido Veneziani: “Maurizio Costanzo è stato il direttore editoriale della mia tv che è andata in onda per tre anni consecutivi, lo ricordo con molto affetto e molto probabilmente se non fosse stato per lui, non ci sarebbe stata la televisione”.
Come dare torto a Veneziani, Costanzo è riuscito con semplicità e ironia a portare per anni le più belle edizioni di Buona Domenica, mettendosi anche in gioco, uscendo dalla sua zona confort di serio conduttore e giornalista: indimenticabili i momenti con il poliedrico Fiorello, tra uno sketch ed un momento musicale.
Da lui sono nati anche i veri e propri opinionisti, persone esperte, simpatiche, competenti, invitate al Costanzo Show per esprimersi sui vari argomenti della puntata: Pieluigi Diaco, Nicola Santini, Raffaello Tonon, Vittorio Sgarbi, la psicosessuologa Marinella Cozzolino, e numerosi altri infiniti; altri sono stati scoperti e diventati professionisti dell’arte, come Valerio Mastrandea, inizialmente portato in tv come persona, per poi diventare uno tra gli attori più ammirati e seguiti del cinema.
Da ottimo talent, si infatuava artisticamente della persona, scommetteva su di lui attendendo la consacrazione: Maria de Filippi, fedele compagna, collega, moglie di Costanzo si può considerare la sua più grande scoperta, con grandi risultati e meriti.
Con la sua caparbietà ed acutezza ha saputo gestire anche i politici, che di certo, nonostante alcune domande scomode, hanno sempre scalpitato per essere intervistati da lui.
Nel 1988 ebbe l’idea geniale di riunire i tre grandi mattatori della bell’epoque televisiva con lo spettacolo I tre Tenori, un terzetto speciale composto da Corrado, Vianello e Baudo; proprio quest’ultimo, ricorda che fu lui proprio ad intervistarlo per primo: “Appena arrivai a Roma, la prima intervista importante me l’ha fatta Maurizio: era il 1960, l’anno delle Olimpiadi a Roma, lui scriveva allora sul settimanale Grazia. E’ il primo personaggio che ho conosciuto, da lì è nata una relazione di grande amicizia e rispetto”.
Un ricordo di un fan: Telegatti anni 2000, ero fuori dal teatro quando stava passando l’auto con Maurizio Costanzo a bordo, gli feci una foto dal finestrino, si girò e mi saluto; lessi il labiale, mi disse ‘GRAZIE’, ne rimasi contento”
Il grazie di questo fan allora ventenne si è allargato a macchia d’olio in tutta Italia.
Grazie Maurizio, anche se purtroppo il sipario non si aprirà più.
di FRANCESCO URRU
Ora a chi penseremo quando sentiremo parlare di talk show? Come cambierà la tv senza uno dei più grandi innovatori e talent scout della tv italiana?
Maurizio è scomparso ieri mattina, come da nota del suo ufficio stampa, lasciando tutti senza parole, pubblico e colleghi.
Nato a Roma il 28 agosto 1938, cresciuto con la ferrea volontà di diventare giornalista, inizia a muovere i primi passi nella carta stampata scrivendo per Paese Sera nel 1956; quattro anni dopo collabora con Tv Sorrisi e Canzoni, riuscendo ad intervistare anche il grande Totò.
Innumerevoli i personaggi incontrati ed intervistati nel corso della sua professione; ha iniziato la sua carriera televisiva in Rai nel 1976 con quello che si può definire l’inizio del genere Talk, con il programma Bontà Loro.
La sua carriera però non poteva limitarsi solo alla televisione, Costanzo ha lavorato anche come autore e conduttore radiofonico, autore di testi musicali, sceneggiatore ed è riuscito ad essere nominato come direttore di Canale 5.
Il primo pensiero degli italiani rimane legato al Maurizio Costanzo Show, sua creatura, che ha condotto dal 1982 per 40 anni: programma tv pluripremiato con i Telegatti, celebrato e osannato, per cui nessuno nel mondo della politica, cinema, musica, teatro sport e altri poteva considerarsi “qualcuno” se non era stato almeno una volta ospite nel Teatro Parioli, l’unico vera sede riconosciuta ed amata da Costanzo stesso.
Nel corso della sua Carriera a Costanzo è avanzato il tempo di creare e inventare e sposare l’idea di VeroTv, spin-off della omonima testata giornalistica Vero, all’epoca totalmente innovativa per contenuti e palinsesto; così lo ricorda l’editore Guido Veneziani: “Maurizio Costanzo è stato il direttore editoriale della mia tv che è andata in onda per tre anni consecutivi, lo ricordo con molto affetto e molto probabilmente se non fosse stato per lui, non ci sarebbe stata la televisione”.
Come dare torto a Veneziani, Costanzo è riuscito con semplicità e ironia a portare per anni le più belle edizioni di Buona Domenica, mettendosi anche in gioco, uscendo dalla sua zona confort di serio conduttore e giornalista: indimenticabili i momenti con il poliedrico Fiorello, tra uno sketch ed un momento musicale.
Da lui sono nati anche i veri e propri opinionisti, persone esperte, simpatiche, competenti, invitate al Costanzo Show per esprimersi sui vari argomenti della puntata: Pieluigi Diaco, Nicola Santini, Raffaello Tonon, Vittorio Sgarbi, la psicosessuologa Marinella Cozzolino, e numerosi altri infiniti; altri sono stati scoperti e diventati professionisti dell’arte, come Valerio Mastrandea, inizialmente portato in tv come persona, per poi diventare uno tra gli attori più ammirati e seguiti del cinema.
Da ottimo talent, si infatuava artisticamente della persona, scommetteva su di lui attendendo la consacrazione: Maria de Filippi, fedele compagna, collega, moglie di Costanzo si può considerare la sua più grande scoperta, con grandi risultati e meriti.
Con la sua caparbietà ed acutezza ha saputo gestire anche i politici, che di certo, nonostante alcune domande scomode, hanno sempre scalpitato per essere intervistati da lui.
Nel 1988 ebbe l’idea geniale di riunire i tre grandi mattatori della bell’epoque televisiva con lo spettacolo I tre Tenori, un terzetto speciale composto da Corrado, Vianello e Baudo; proprio quest’ultimo, ricorda che fu lui proprio ad intervistarlo per primo: “Appena arrivai a Roma, la prima intervista importante me l’ha fatta Maurizio: era il 1960, l’anno delle Olimpiadi a Roma, lui scriveva allora sul settimanale Grazia. E’ il primo personaggio che ho conosciuto, da lì è nata una relazione di grande amicizia e rispetto”.
Un ricordo di un fan: Telegatti anni 2000, ero fuori dal teatro quando stava passando l’auto con Maurizio Costanzo a bordo, gli feci una foto dal finestrino, si girò e mi saluto; lessi il labiale, mi disse ‘GRAZIE’, ne rimasi contento”
Il grazie di questo fan allora ventenne si è allargato a macchia d’olio in tutta Italia.
Grazie Maurizio, anche se purtroppo il sipario non si aprirà più.
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