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L’America vola alto e punta a reattori nucleari trasportabili

di Cinzia Rolli -


Il Pentagono ha trasportato per via aerea un reattore nucleare mobile di nuova generazione dalla California ad una struttura nello Utah compiendo un primo passo importantissimo per il piano che l’amministrazione Trump ha messo in campo al fine di fornire energia affidabile alle strutture militari.

Più precisamente un aereo C-17 statunitense ha trasportato il reattore senza carburante dalla Marxh Air Reserve Base in California alla Hill Air Force Base nello Utah. Da qui sarà trasferito poi al San Rafael Energy Lab per essere testato e valutato.

L’esercito sta seguendo la direttiva del Presidente americano di rendere più moderno il sistema energetico nucleare del Paese e la collaborazione tra il Dipartimento della Difesa e il produttore di reattori Valar Atomics ne è la prova.

Il Pentagono vuole provare ad utilizzare dei piccoli reattori trasportabili indipendenti dalle reti elettriche locali ritenute possibili oggetto di attacco in caso di conflitti e comunque facilmente soggette a guasti.

Per capire l’importanza del fatto di cui parliamo, che può davvero considerarsi storico, dobbiamo pensare che i reattori nucleari sono strutture imponenti, mentre il generatore in questione è di dimensioni ridotte tanto da essere trasportato in un C-17.

Michael Duffy, sottosegretario alla Difesa per l’Acquisizione e il Sostentamento, ha dichiarato: “L’attività che si sta svolgendo è in linea con l’iniziativa più ampia volta a migliorare la velocità, la sicurezza e l’efficacia dei test avanzati sui moduli nucleari e a comprendere meglio i requisiti logistici, di certificazione e di gestione associati a questi sistemi. Affinché il Dipartimento della Guerra possa implementare microreattori nucleari trasportabili, è  necessario testare molti scenari logistici attraverso dimostrazioni come queste per sviluppare una solida comprensione delle sfide in gioco.”

Il Pentagono in una nota manifesta la certezza che la consegna e l’installazione di questo reattore costituiscono opportunità interessanti e significative per il futuro della resilienza e indipendenza energetica per la difesa degli Stati Uniti. Siamo di fronte ad un nuovo approccio più semplice e veloce per risolvere le sfide infrastrutturali critiche.

Sfruttare la potenza della tecnologia nucleare avanzata da un lato rafforza la sicurezza degli Stati Uniti e dall’altro prepara ad un futuro predominio energetico americano.

Trump ha annunciato una vera e propria “rinascita nucleare”, prevedendo di quadruplicare la produzione energetica nazionale entro il 2050, con una nuova capacità netta di 300 gigawatt. Un gigawatt di potenza può fornire elettricità affidabile a circa 750 mila abitazioni.

I nuovi moduli energetici sono una rivoluzione anche per le Forze Armate. La dipendenza dai generatori diesel in servizio e dalle reti elettriche è considerata da sempre una grave minaccia alla sicurezza nazionale. Se queste reti venissero compromesse a causa di un disastro naturale o di un attacco nemico, le installazioni militari potrebbero rimanere senza energia elettrica.

Isaiah Taylor, fondatore e CEO di Valar Atomics, sostiene che il futuro dell’energia nucleare non risiede nelle grandi centrali tradizionali, ma nella produzione di massa di reattori modulari di piccole dimensioni (SMR), paragonabili per scala a container marittimi.

L’idea è quella di costruire migliaia di impianti identici per abbattere i costi tramite economie di scala, trattando il reattore come un prodotto industriale standard.

Se la standardizzazione dei reattori supererà il vaglio militare, il mercato globale dell’energia dovrà fare i conti con un nuovo competitore in grado di produrre non solo elettricità, ma calore e idrocarburi sintetici a costi fissi. La scommessa è alta, ma per la prima volta da decenni, l’industria atomica sembra aver trovato una strada che privilegia la velocità e la scalabilità alla grandiosità delle forme.


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