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L’Antitrust sanziona Apple e adesso si muove l’Ue

di Maria Graziosi -


Stangata Antitrust a Apple, l’autorità garante per la concorrenza ha irrogato una sanzione da oltre 98,6 milioni al colosso tech di Cupertino. Il motivo, tanto per cambiare, è sempre lo stesso: abuso di posizione dominante. In particolare, secondo gli accertamenti dell’Agcm, condotti in collaborazione e coordinamento anche con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, è emerso che le regole sulla privacy imposte dalla stessa Apple nel 2021 risultavano restrittive per la concorrenza.

I rilievi Antitrust a Apple

Ciò accadeva perché, in ossequio alle decisioni assunte dall’azienda Usa, gli sviluppatori terzi delle app che finivano sullo Store dovevano acquisire un consenso specifico per raccolta e collegamento dei dati a fini pubblicitari. Una schermata, l’Att prompt, imposta da Apple da compilare. E su cui si sono concentrati i rilievi dell’autorità. Innanzitutto, quel “modulo” era perfettamente inutile a soddisfare i requisiti minimi richiesti per la privacy, e quindi, costringevano gli sviluppatori a dover produrre altri documenti, duplicando di fatto le richieste. L’Antitrust, pertanto, ha accertato che le condizioni dell’Att policy sono imposte unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy, così come asserito dalla società. Un bel guaio, per Cupertino. Perché, come accaduto già per Meta, adesso potrebbero piovere sanzioni (anche) dalla Ue. Che, intanto, ha fatto sapere di “aver preso atto” della stangata italiana alla Mela.


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