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L’Ice di Trump arriva a Milano-Cortina (ma non per le strade)

Dopo i fatti di Minneapolis opposizioni all'attacco

di Ernesto Ferrante -


Agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) saranno in Italia per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Il servizio di sicurezza interna dell’Agenzia sosterrà il Servizio di sicurezza diplomatico del dipartimento di Stato americano e il Paese ospite “al fine di valutare e attenuare i rischi legati alle organizzazioni criminali transnazionali”. Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana.

Come nasce la polizia di Trump

L’Ice, vista ormai come la polizia anti-migranti di Donald Trump, è stata istituita dall’Homeland Security Act del 2002 e ricopre un ruolo importante nell’architettura della sicurezza nazionale americana. Opera nel campo del contrasto alle minacce connesse ai fenomeni migratori. Il suo utilizzo per un evento sportivo sembra essere dettato esclusivamente da un gioco di forza sul ghiaccio del presidente Usa, probabilmente finalizzato ad una “ripulitura” della sua immagine.

Il chiarimento di Tajani sull’Ice

“Non vengono a proteggere le personalità. La protezione delle personalità la fa il Secret Service. Questi altri dovrebbero fare antiterrorismo, non è che vengono duecento persone, verranno due, tre, quattro persone. È quella collaborazione che c’è quando ci sono i grandi eventi internazionali, che avviene sempre”, ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, parlando con i cronisti al Quirinale a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria.

“Non è che arrivano le SS. Non arrivano con i mitra e la faccia coperta. Arrivano dei funzionari…Non cadiamo neanche nelle cose che sembrano essere solo propaganda. La sicurezza dei Giochi olimpici è responsabilità dell’Italia”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. Precisazioni che non hanno frenato le opposizioni.

Le opposizioni chiedono un’informativa

Il Movimento 5 stelle, con Vittoria Baldino, il Partito democratico, con Matteo Mauri, Italia viva, con Davide Faraone, +Europa, con il segretario Riccardo Magi, e Azione, con Fabrizio Benzoni, si sono associati alla richiesta di Nicola Fratoianni, di Avs, per un’informativa del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e quello degli Esteri, Antonio Tajani, sull’arrivo degli uomini finiti nell’occhio del ciclone per i fatti di Minneapolis.

I fatti di sangue di Minneapolis

Gli agenti federali del dipartimento di Sicurezza Interna, dallo scorso luglio, hanno aperto il fuoco 16 volte durante le operazioni per arrestare immigrati o fermare proteste contro i loro interventi. Due recenti sparatorie a Minneapolis hanno portato alla morte di Renee Good e Alex Pretti, facendo esplodere la polemica all’indirizzo dell’amministrazione Trump, che ne ha giustificato le azioni prima del completamento delle inchieste. Nessuno degli uomini dell’Immigration and Customs Enforcement, del Border Patrol o dell’Homeland Security Investigations coinvolti in questi conflitti a fuoco, è stato incriminato.

Trump e Noem

“Quello che ci serve sono i loro criminali. Sapete, loro hanno dei criminali. E tutto quello che ho detto è stato: ‘Dateci i vostri criminali. E se ci date i criminali, tutto finirà’. Sono lì per arrestare gli assassini”, ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando al programma radiofonico “Sid & Friends in the Morning” in merito ai suoi colloqui con il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e il governatore del Minnesota Tim Walz, definiti “molto positivi” e “molto rispettosi”. Alla domanda sulla possibilità di un compromesso, Trump ha risposto: “Penso di sì”.

Alla segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem vengono attribuite le maggiori responsabilità per il caos in cui è precipitata la campagna anti-immigrazione a Minneapolis. La funzionaria dal pugno di ferro, “celebre” per aver rivelato di aver sparato al suo cucciolo perché “indisciplinato”, è stata per due ore a rapporto da Donald Trump nello Studio Ovale, insieme al suo fedelissimo consigliere, Corey Lewandosky.

La forza del Qatar

Non solo l’Ice. Dall’ambasciata del Qatar a Roma, hanno fatto sapere che nel territorio italiano è arrivata anche la forza qatariota partecipante alla sicurezza dei Giochi Olimpici Invernali, per dare inizio ai suoi compiti, “a testimonianza dell’elevato livello di prontezza operativa e professionalità sul campo, e a conferma del suo impegno a contribuire in modo efficace alla sicurezza dei grandi eventi secondo i più alti standard”.


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