L’industria Life Science come motore trainante del Paese
Roma, 21 mag. (askanews) – Si è tenuta a Villa Spalletti Trivelli la II edizione de “Il Valore Strategico dell’Industria Life Science”, l’evento organizzato da Healthcare Policy e Formiche per promuovere il settore delle Life Sciences, non più indirizzate solo al pubblico, ma anche decisive per economia e competitività dell’Italia. Con un tasso di crescita superiore alla media nazionale, il nostro Paese è tra i protagonisti del mercato farmaceutico Europeo.
L’intervista a Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria: “L’industria farmaceutica italiana vuole continuare a restare leader in Europa e nel mondo. Per fare questo dobbiamo saper leggere gli eventi e agire con grande velocità e con una strategia. Ciò significa da una parte agire sul mercato interno e quindi migliorare le condizioni che danno accesso a farmaci e cittadini, un meccanismo early access per favorire l’innovazione, ridurre i tempi di approvazione dei farmaci a livello nazionale che attualmente sono 439 giorni di media, e quindi ridurre quelle discrepanze a livello regionale nell’accesso da 0 a 16 mesi”.
Necessario, nel breve-medio periodo, rafforzare la competitività industriale del nostro Paese. Anche in quest’ottica, l’industria delle Life Science si candida come motore trainante dell’Italia
Le parole di Francesco Zaffini, Presidente Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica: “La nostra industria del farmaco produce un export rilevantissimo e copre un mercato interno altrettanto rilevante ma soprattutto opera nel sistema salute che è un po’ il primo dei diritti universali, quindi è un primato che noi dobbiamo difendere, tutelare e salvaguardare, ovviamente tutelando anche l’interesse nazionale.”
Il commento di Marina Sereni, Responsabile Salute e Sanità della Segreteria Nazionale del Partito Democratico: “Stiamo parlando di un’industria che ha a che fare con la salute dei cittadini e quindi un’industria che fornisce, sia dal punto di vista dei farmaci, sia dal punto di vista dei dispositivi medici, molte delle innovazioni che oggi consentono di curare delle malattie che prima erano considerate inguaribili ma anche incurabili. Questo però significa che abbiamo bisogno di una politica e di una visione strategica perché c’è una concorrenza molto forte degli Stati Uniti e della Cina, perché l’Europa rischia di rimanere indietro e perché l’Italia, che è uno dei primi paesi per la manifattura di queste produzioni, rischia di pagare un prezzo molto alto”.
All’evento erano presenti anche rappresentanti dell’ecosistema industriale. Paolo Saccò, Vice President Global Public Affairs di Chiesi Group, ha richiamato il tema della crescente competizione internazionale: “Il settore farmaceutico europeo sta perdendo terreno: il divario non è più solo con gli USA, ma cresce rapidamente anche con la Cina. Ritardi regolatori e accesso lento frenano le cure e gli investimenti. Serve una scelta politica netta: i farmaci sono un investimento strategico”. “Investire in ricerca, produzione e tecnologie diagnostiche avanzate non significa solo crescita economica, ma anche rafforzare innovazione, sovranità sanitaria, resilienza industriale e capacità di risposta alle emergenze”, ha aggiunto Giorgio Ghignoni, Corporate Vice President Scientific Affairs & Public Affairs di Diasorin. Riccardo Samele, Director Market Access Italy di Regeneron, ha invece posto l’attenzione sul tema dell’attrattività del sistema Paese: “L’Italia ha tutte le carte per rafforzare il proprio ruolo nelle Life Sciences: qualità della ricerca, competenze cliniche ed eccellenze industriali sono asset riconosciuti a livello internazionale. Per trasformare questo potenziale in attrattività reale servono però segnali chiari sul piano regolatorio e industriale: maggiore prevedibilità delle regole, tempi più competitivi nei processi autorizzativi e un quadro stabile di valorizzazione dell’innovazione”. Da Gilead Sciences è stato portato il messaggio di Frederico Da Silva, Vice President & General Manager, incentrato sull’accesso: “Per dare piena centralità al settore salute è necessario partire dall’innovazione. Ma l’innovazione esprime pienamente il proprio potenziale solo quando è effettivamente accessibile ai pazienti”.
Competitività, sviluppo e innovazione. L’industria delle Life Sciences, in Italia, gode di un elevato prestigio internazionale, ma non basta. Mantenere il vantaggio e conservare il patrimonio costruito fin qui diventa, di fatto, fondamentale per continuare a crescere e al contempo conservare il ruolo di leader
Torna alle notizie in home