L'analisi del ministro alla Difesa: "Ci difendono le leggi, non abbiamo bisogno di eroi"
Il ministro alla Difesa Guido Crosetto si è presentato oggi per un’informativa urgente alle Camere sulla questione della guerra in Medio Oriente. Crosetto ha affermato che la posizione dell’Italia non è quella di un Paese in guerra e ha ribadito che “non servono eroi” per far rispettare le norme e i trattati internazionali che regolano, appunto, l’utilizzo delle basi internazionali. Anche quelle che sono sul suolo italiano. Come accaduto nei giorni scorsi per il caso Sigonella.
“Voglio che sia chiaro: non è una cosa su cui mettere in discussione in un periodo come questo”, ha esordito il ministro. “Il Paese ha bisogno di unità almeno nel settore più difficile che stiamo cavalcando per difenderci in una follia in cui sembra aver preso il mondo e in cui la ricerca di armi sempre più sofisticate, la ricerca della bomba atomica per dirimere le controversie internazionale, la volontà di distruggere altre nazioni, come l’Iran ha più volte manifestato nei confronti di Israele, sono all’ordine del giorno”. Così Crosetto ha aperto la sua informativa.
“Non abbiamo bisogno di eroi”
Il ministro Crosetto ha poi aggiunto: “Nessuno di noi si prende meriti se facendo applicare la legge dice no”. E quindi: “Non esistono eroi e non bisogna essere coraggiosi per dire no agli Stati Uniti se ci fanno una richiesta che non è possibile accettare”. Quindi ha proseguito: “Non siamo difesi dal nostro coraggio – ha aggiunto Crosetto nella sua informativa – siamo difesi dal nostro rispetto delle istituzioni, della legge e della Costituzione”. Quindi ha affermato: “Sono certo che quello che ho fatto io e che farò nei prossimi giorni l’avrebbero fatto Guerini, Pinotti, Trenta, Ignazio La Russa e tutti quelli che hanno seduto al posto di ministro della Difesa”.
Il perimetro degli accordi
Crosetto ha poi fatto appello a elementi un po’ più tecnici e formali. Ma non meno interessanti, per spiegare nella sua informativa le ragioni delle decisioni del governo e le prospettive. Il ministro ha riferito che è necessario. “richiamare ancora una volta il perimetro di questi accordi, quelli in vigore, che regolano la disciplina dell’impiego delle basi militari da parte degli Stati appartenenti alla Nato e degli Stati Uniti. Nessun governo, di qualsivoglia colore, tendenza o ideale politico, ha mai proposto una loro revisione o men che meno ha mai proposto la desecretazione di alcuni di essi. Mai nessuno”.