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Esteri

L’Iran è ancora in grado di colpire. Smentite le solite sparate di Trump

L'intelligence Usa

di Ernesto Ferrante -


L’Iran non è stato annientato. L’intelligence statunitense ha smentito Donald Trump. Teheran dispone ancora di molti missili. “L’Iran non ha più la Marina, non ha l’Aeronautica, le scorte di missili sono quasi esaurite”, ha ripetuto più volte in maniera poco convincente il capo della Casa Bianca. Le informazioni fornite dagli 007 ai membri del Congresso, a porte chiuse, avvalorano la tesi di chi ritiene un fallimento l’operazione militare contro la Repubblica islamica.

I siti missilistici e il controllo dello Stretto di Hormuz

Gli iraniani, secondo il New York Times, hanno ripristinato l’accesso a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz. Ne consegue che i Pasdaran sono in grado di colpire le navi da guerra e le petroliere americane che attraversano il braccio di mare fondamentale per il commercio del 20% del greggio mondiale.

Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l’intenzione di sbarcare truppe sull’isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese”, ha dichiarato il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna. “Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane”, ha avvertito Siahsarani.

Le parole di Lavrov

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato che uno degli obiettivi dell’aggressione di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è quello di impedire la normalizzazione delle relazioni fra i Paesi arabi e Teheran.

La strategia di Erdogan

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vorrebbe che anche i Paesi del Golfo partecipassero al vertice della Nato in programma il 7 e 8 luglio ad Ankara. A scriverlo è il quotidiano “Turkiye Today” citando in esclusiva fonti diplomatiche turche. Ankara avrebbe avviato colloqui con gli alleati della Nato in merito alla potenziale inclusione degli Stati partner dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (Ici). Il riferimento è in particolare a Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

L’assistenza israeliana agli Emirati contro l’Iran

Il capo del Mossad, David Barnea, ha visitato almeno due volte gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran per un coordinamento sul conflitto con le autorità di Abu Dhabi. Lo hanno rivelato funzionari arabi e una fonte informata al Wall Street Journal. Barnea si è recato negli Emirati, firmatari dei cosiddetti Accordi di Abramo, una volta a marzo ed una ad aprile.

Stando a delle fonti israeliane e statunitensi, citate da Axios, lo Stato ebraico avrebbe inoltre dispiegato segretamente una batteria del sistema di difesa aerea Iron Dome e truppe nel territorio emiratino durante il conflitto. Se la notizia fosse confermata, si sarebbe trattato del suo primo impiego oltreconfine.

Israele continua a bombardare il Libano

È di almeno otto morti, tra cui due bambini, il bilancio di tre attacchi che aerei israeliani hanno condotto su un’autostrada a sud di Beirut. Il ministero della Salute libanese ha evidenziato che gli ultimi raid sono avvenuti nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah. Il Libano chiede un cessate il fuoco permanente, piuttosto che una proroga dell’attuale tregua. Il secondo round di negoziati diretti con Tel Aviv si terrà oggi e domani. Per il quotidiano libanese Al-Akhbar vi sono delle divergenze tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam sui colloqui.


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