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Esteri

Trump a Pechino: ecco cosa gli ha detto Xi

Resta alta la tensione sul tema di Taiwan

di Daniel Walker -


Xi a Trump: “Evitiamo la trappola di Tucidide”. Nel faccia a faccia a Pechino con Xi Jinping, il presidente americano Donald Trump ha ricevuto un messaggio politico molto netto: la competizione tra Cina e Stati Uniti non deve trasformarsi in conflitto strategico.

Cosa ha detto Xi a Trump

Xi ha richiamato ancora una volta il concetto della “trappola di Tucidide”, teoria geopolitica che descrive il rischio di guerra tra una potenza emergente e una potenza dominante.

Le parole attribuite a Xi durante l’incontro sono state improntate alla necessità di “evitare il confronto” e di gestire la rivalità tra Washington e Pechino senza escalation militari o economiche. In particolare, Xi ha ribadito una formula già usata negli ultimi anni:

“La trappola di Tucidide non è inevitabile”.

Una frase già pronunciata in precedenti incontri con leader americani e rilanciata anche dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua.

Cosa significa la “trappola di Tucidide”

La cosiddetta “Thucydides Trap” prende il nome dallo storico greco Tucidide, autore della “Guerra del Peloponneso”. Secondo la teoria resa popolare dal politologo americano Graham Allison, quando una nuova potenza cresce rapidamente e minaccia l’egemonia della potenza dominante, il rischio di guerra aumenta drasticamente.

Il riferimento storico originale riguarda Atene e Sparta. Tucidide scrisse che fu “l’ascesa di Atene e la paura che questo provocò a Sparta” a rendere la guerra quasi inevitabile.

Nel linguaggio geopolitico contemporaneo, il paragone viene applicato soprattutto ai rapporti tra Cina e Stati Uniti.

Il messaggio politico

Nel summit di Pechino, Xi ha usato il concetto non tanto come minaccia, ma come avvertimento strategico. Da evitare errori di calcolo reciproci, soprattutto sui dossier più delicati come Taiwan, commercio, tecnologia e sicurezza militare.

Secondo fonti vicine alla diplomazia cinese, il leader di Pechino avrebbe insistito sul fatto che “una nuova Guerra Fredda non può essere combattuta e non può essere vinta”, altra formula già usata nei colloqui con Washington negli ultimi anni.

Trump, dal canto suo, ha mantenuto toni concilianti davanti alle telecamere, parlando di relazioni “molto importanti” tra le due superpotenze e della possibilità di nuovi accordi commerciali.

Taiwan resta il punto più delicato

Dietro i toni diplomatici, però, resta alta la tensione sul tema di Taiwan. Xi avrebbe avvertito che una gestione sbagliata del dossier taiwanese potrebbe portare a uno scontro diretto tra le due potenze.

Il vertice arriva inoltre in una fase di forte pressione internazionale: guerra in Medio Oriente, tensioni commerciali, corsa sull’intelligenza artificiale e nuove dispute sui semiconduttori.


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