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Attualità

Lista stupri anche in un Liceo a Lucca

Per l'assessore Nardini è fondamentale che l'educazione all'affettività e alla sessualità sia resa obbligatoria nelle scuole

di Mauro Trieste -


Un elenco con i nomi di due studentesse accompagnato dalla scritta “Lista stupri” è comparso ieri mattina nei bagni dei maschi del liceo scientifico Vallisneri di Lucca, a pochi passi dal centro storico della città. La preside ha fatto rimuovere la scritta e avvisato le forze dell’ordine.

Le indagini sugli autori della lista stupri sono in corso

Sebbene gli autori del gesto non siano ancora stati identificati, le indagini della Questura di Lucca sono in corso. Il gesto sembra configurarsi come un’inquietante emulazione di un episodio analogo avvenuto nei giorni scorsi al liceo Giulio Cesare di Roma. Le autorità hanno invitato chiunque disponga di informazioni utili a collaborare per individuare i responsabili.

L’assessore Nardini tira in ballo il governo

La ‘lista stupri’ apparsa nei bagni del Liceo Vallisneri di Lucca è aberrante e si aggiunge all’episodio analogo accaduto in una scuola romana. È segno di quanto la cultura dello stupro e della subordinazione della donna sia ancora diffusa e di quanto sia fondamentale che l’educazione all’affettività e alla sessualità sia resa obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado. Mentre il Governo continua a opporsi in modo assurdo, la realtà continua a mandarci segnali allarmanti come questo. Da Assessora regionale all’Istruzione e anche da donna, voglio esprimere la mia vicinanza alle ragazze apparse in quella lista, ringraziare la dirigente scolastica per aver denunciato l’accaduto e fatto subito rimuovere quelle scritte vergognose. Voglio ringraziare la comunità studentesca per l’indignazione che sta dimostrando, un messaggio importantissimo”, ha affermato, in una nota, l’assessora regionale all’istruzione della Toscana, Alessandra Nardini.

Le azioni della giunta della Toscana

“Episodi come questi non possono e non devono essere sottovalutati, né trovare spazio in alcun luogo, a partire dalle scuole, dove abbiamo il dovere di impegnarci a estirpare la cultura patriarcale e dello stupro che è ancora fortemente presente nella nostra società – ha aggiunto Nardini – È con questa convinzione che in questi anni, come Regione, abbiamo finanziato percorsi di educazione alla parità e alle differenze nelle scuole di tutte le province, consapevoli che per contrastare e prevenire disuguaglianze, discriminazioni e violenze, sia fondamentale, prima di tutto, partire dell’educazione”.


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