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Cronaca

Maranza in piazza a Trieste, è allarme sicurezza nel cuore della città

A Trieste i maranza improvvisano un raduno per un video. La Polizia allertata da alcuni residenti trova coltelli e mazze chiodate nascosti tra le siepi.

di Marzio Amoroso -


Un gruppo di Maranza negli ultimi giorni, ha trasformato piazza Perugino a Trieste in un palcoscenico improvvisato, generando paura, caos e un interrogativo che oggi resta aperto, quanto è sottile il confine tra spettacolo e pericolo reale?

Una piazza che cambia volto

Sabato sera, poco prima delle 22, un gruppo numeroso di maranza si è radunato in piazza Perugino. La musica è stata alzata a volume altissimo e la scena è rapidamente degenerata in uno spettacolo che ha messo in allarme chi vive nella zona. Alcuni residenti hanno osservato movimenti sospetti, altri hanno notato oggetti che non lasciavano spazio a interpretazioni, lame, bastoni, strumenti contundenti. A quel punto, la chiamata alle forze dell’ordine è stata inevitabile temendo un regolamento di conti tra fazioni straniere.

La “scusa” del video musicale

Quando la Polizia è arrivata, molti dei giovani maranza si sono dispersi tra le strade laterali. Chi è rimasto ha parlato di una semplice ripresa per un video musicale. Tuttavia, un controllo più accurato dell’area ha fatto emergere un quadro ben diverso. Tra le siepi e le aiuole sono stati trovati coltelli, una mannaia, bastoni e perfino mazze chiodate. Oggetti nascosti con attenzione, come se qualcuno avesse previsto un intervento imminente.

Il ruolo decisivo delle segnalazioni

Un elemento chiave della vicenda è stato il lavoro di due operatori dell’informazione che, dopo aver notato la situazione, hanno avvisato le autorità. Grazie a quella segnalazione, l’area è stata messa in sicurezza e sono partiti i controlli. Diversi giovani sono stati identificati e, secondo quanto trapelato, almeno due sarebbero stati accompagnati in caserma per ulteriori verifiche.

Un quartiere sotto pressione

Piazza Perugino non è nuova a episodi di tensione. Da tempo viene indicata come una zona fragile, dove degrado e microcriminalità convivono con la quotidianità dei residenti. L’episodio di sabato ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla necessità di interventi strutturali, non solo repressivi ma anche sociali.

Un segnale da non ignorare

Questo episodio non è stato un caso isolato, ma un campanello d’allarme. La città è stata scossa, e la comunità ora chiede risposte chiare. La speranza è che da piazza Perugino parta una riflessione più ampia, capace di restituire sicurezza ai cittadini e senso di responsabilità ai giovani, prima che una notte di rumore si trasformi in qualcosa di irreversibile come già successo in altre città.


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