Mascherina obbligatoria: protestano viaggiatori e autisti

La proroga fino al 30 settembre suscita polemiche: "Inutile penalizzazione"

L’addio alla mascherina resta una chimera. Ieri il Consiglio dei ministri ha sì confermato la sospensione dell’obbligo in cinema, teatri, palazzetti sportivi al chiuso e pure sugli aerei, ma ha prorogato invece la necessità di coprire naso e bocca su tutti gli altri mezzi pubblici locali e nazionali fino al 30 settembre.

Insorgono però le associazioni Agens, Anav e Asstra, che rappresentano le imprese del trasporto pubblico locale e una componente qualificata dell’intero settore dell’autotrasporto passeggeri. In una nota, lamentano che l’obbligo di mascherine rimane solo per l’utenza dei mezzi di trasporto, peraltro anche con esclusione del trasporto aereo, al pari delle residenze per gli anziani e degli ospedali, escludendolo in tutti gli altri luoghi, anche al chiuso. “Ribadendo la nostra convinzione circa l’assoluta importanza della cautela richiesta nel mutevole contesto emergenziale – evidenziano le associazioni -, mantenere l’obbligo di indossare una mascherina Ffp2 a bordo dei mezzi del trasporto collettivo rischierebbe di generare inevitabili ricadute negative sull’utilizzo del servizio pubblico a vantaggio della mobilità privata con le note conseguenze in termini di circolazione e di impatto ambientale. L’effetto – concludono Agens, Anav e Asstra – sarebbe quello di una inutile penalizzazione per l’industria del settore e chiediamo che, almeno in questa fase estiva, ci si limiti ad adottare, come per gli istituti scolastici, una raccomandazione all’uso delle mascherine”.

Protestano anche le associazioni di categoria dei lavoratori. “La proroga dell’obbligo di mascherina sui mezzi di trasporto fino al 30 settembre 2022 rappresenta una condizione di grande difficoltà per gli autisti del trasporto pubblico e di potenziale rischio per la sicurezza degli stessi lavoratori e dell’utenza”, afferma il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. Il quale rileva che “i conducenti sono obbligati, con le alte temperature del periodo estivo a svolgere il loro lavoro con mascherine Ffp2 per ore su mezzi spesso sprovvisti di sistemi di condizionamento funzionanti”. Tarlazzi definisce l’obbligo “eccessivamente gravoso” e “incoerente alla situazione attuale”, di qui la proposta di lasciare libertà agli autisti sull’utilizzo della mascherina “in funzione del riempimento dei mezzi o di altri fattori di rischio valutati dagli stessi lavoratori”.

L’addio alla mascherina resta una chimera. Ieri il Consiglio dei ministri ha sì confermato la sospensione dell’obbligo in cinema, teatri, palazzetti sportivi al chiuso e pure sugli aerei, ma ha prorogato invece la necessità di coprire naso e bocca su tutti gli altri mezzi pubblici locali e nazionali fino al 30 settembre.

Insorgono però le associazioni Agens, Anav e Asstra, che rappresentano le imprese del trasporto pubblico locale e una componente qualificata dell’intero settore dell’autotrasporto passeggeri. In una nota, lamentano che l’obbligo di mascherine rimane solo per l’utenza dei mezzi di trasporto, peraltro anche con esclusione del trasporto aereo, al pari delle residenze per gli anziani e degli ospedali, escludendolo in tutti gli altri luoghi, anche al chiuso. “Ribadendo la nostra convinzione circa l’assoluta importanza della cautela richiesta nel mutevole contesto emergenziale – evidenziano le associazioni -, mantenere l’obbligo di indossare una mascherina Ffp2 a bordo dei mezzi del trasporto collettivo rischierebbe di generare inevitabili ricadute negative sull’utilizzo del servizio pubblico a vantaggio della mobilità privata con le note conseguenze in termini di circolazione e di impatto ambientale. L’effetto – concludono Agens, Anav e Asstra – sarebbe quello di una inutile penalizzazione per l’industria del settore e chiediamo che, almeno in questa fase estiva, ci si limiti ad adottare, come per gli istituti scolastici, una raccomandazione all’uso delle mascherine”.

Protestano anche le associazioni di categoria dei lavoratori. “La proroga dell’obbligo di mascherina sui mezzi di trasporto fino al 30 settembre 2022 rappresenta una condizione di grande difficoltà per gli autisti del trasporto pubblico e di potenziale rischio per la sicurezza degli stessi lavoratori e dell’utenza”, afferma il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. Il quale rileva che “i conducenti sono obbligati, con le alte temperature del periodo estivo a svolgere il loro lavoro con mascherine Ffp2 per ore su mezzi spesso sprovvisti di sistemi di condizionamento funzionanti”. Tarlazzi definisce l’obbligo “eccessivamente gravoso” e “incoerente alla situazione attuale”, di qui la proposta di lasciare libertà agli autisti sull’utilizzo della mascherina “in funzione del riempimento dei mezzi o di altri fattori di rischio valutati dagli stessi lavoratori”.

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