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Politica

Meloni alla Camera: “Io non scappo”

Qualora la crisi dei prezzi dovesse aggravarsi “non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla sospensione del patto di stabilità”

di Mauro Trieste -


Squadra di governo al completo alla Camera per l’informativa della premier Giorgia Meloni sull’azione dell’esecutivo. Accanto alla presidente del Consiglio, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Presenti i ministri Matteo Piantedosi, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Nello Musumeci, Orazio Schillaci, Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini, Luca Ciriani, Alessandra Locatelli, Paolo Zangrillo, Andrea Abodi, Tommaso Foti, Alessandro Giuli, Guido Crosetto, Carlo Nordio, Giancarlo Giorgetti, Elvira Calderone.

Porte chiuse al rimpasto

Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”, ha detto Meloni.

Meloni incalza le opposizioni

Nessun timore delle opposizioni: “Vi sfido sulla politica, sulla vera politica. Vi sfido a un dibattito nel merito. Nel merito della crisi internazionale, nel merito dei rischi per l’approvvigionamento energetico, nel merito di un’Europa che non riesce a recuperare una rilevanza reale, nel merito di come mettere l’economia al riparo in un mondo sempre più caotico. Nel merito delle risorse, dove prenderle e dove metterle. Parliamo delle soluzioni, vediamo chi ne ha. Perché lo scenario che abbiamo di fronte non consente più a nessuno di cavarsela dicendo che è tutta colpa della Meloni”.

Il posizionamento dell’Italia non è una novità

Nessuna lezione sulla posizione dell’Italia: “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”.

E ancora: “La posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali Paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa. Perché temo che le due cose non stiano insieme. Attendo fiduciosa una risposta”.

L’aggresione di Usa e Israele all’Iran non è stata condivisa dal governo. Quella condotta contro Teheran da Washington e Tel Aviv è “un’operazione militare che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato emerso in tutta la sua concretezza con la vicenda di Sigonella, nella quale l’Italia si è, ovviamente, attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Stati Uniti. Circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato ascoltata anche in queste settimane”, ha rimarcato la premier in un passaggio del suo intervento.

Bandita la parola fuga

La strada per il governo è ancora lunga. Non sono all’orizzonte fughe: “Ho molti difetti ma non sono una persona abituata a scappare. Non scappo da missioni sconsigliabili per ragioni di sicurezza, non scappo dalle responsabilità, sono abituata a metterci la faccia”.

La sospensione del patto di stabilità non è un tabù

Sospensione del patto di stabilità non esclusa. Qualora la crisi dei prezzi energetici dovesse subire un’ulteriore escalation a causa del conflitto in Medio Oriente l’Europa dovrebbe intervenire, “non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla sospensione del patto di stabilità e crescita”, non si tratterebbe “di una deroga ma di un provvedimento generalizzato come ai tempi del Covid”.

Le urne non spaventano Giorgia Meloni

Concludendo il suo discorso alla Camera, la premier si è rivolta agli scontenti, assicurando di non avere alcuna paura del giudizio popolare: “A chi ci guarda con scetticismo risponderemo con i fatti. A chi spera nel nostro fallimento, risponderemo con la determinazione. A chi getta fango, risponderemo con l’orgoglio di chi può ancora permettersi di guardare gli altri, tutti gli altri, negli occhi. E a chi, invece, crede in questa Nazione diciamo: ricordatevi che non siete soli. Il governo c’è, e farà la sua parte, ogni ora di ogni singolo giorno, fino all’ultimo. E quando quel giorno arriverà, se avremo agito così, non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del Popolo Sovrano”.

Applauso bipartisan nell’Aula della Camera quando la premier ha citato e ringraziato i militari italiani impegnati nella missione Unifil.


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