All’ombra della Madonnina servono più “danè”
Milano resta la città più cara d’Italia: spese quotidiane sempre più alte, viverci è diventato un esercizio di resistenza.
A Milano basta alzare gli occhi verso la Madonnina per capire che qui la luce non è mai gratis. La città ti attira, ti promette molto, ma poi ti presenta il conto. Anche nel 2025, dice il Codacons, è il posto dove vivere costa più che altrove. Non è solo una questione di prezzi. È proprio il modo in cui Milano funziona: sempre un passo avanti, sempre un po’ più veloce di te.
L’indagine sui costi sembra una fotografia del nostro modo di vivere. A Milano il paniere sfiora i 600 euro (598,95), mentre a Napoli la stessa spesa si ferma a 369 euro. Una differenza del 62,3%, che racconta due città diverse, due ritmi diversi. Aosta e Bolzano seguono Milano da vicino, mentre Palermo e Catanzaro restano più leggere. Catanzaro, per esempio, riesce a fare la spesa alimentare con 165 euro, mentre a Bolzano si arriva a 220 euro.
Un mondo a parte
Dentro questa mappa di prezzi, Milano resta un mondo a parte. Qui anche le contraddizioni diventano normali. È la città più cara d’Italia, ma è anche quella dove lavare e stirare una camicia costa 2,89 euro, meno che altrove. Come se l’apparenza fosse un dovere, non un capriccio.
Un panino al bar supera i 5 euro (5,64), un cappuccino arriva a 2,29, una messa in piega a 23,50. Eppure tutto sembra coerente con l’idea che Milano ha di sé: elegante, veloce, sempre in movimento.
Il resto del Paese segue altre logiche. A Genova un biglietto del cinema arriva a 11,20 euro, a Bologna la carne bovina tocca i 26,70 euro al chilo, ad Aosta perfino la toilettatura del cane sfiora i 50 euro. È un’Italia fatta di differenze, di abitudini locali, di piccoli e grandi scarti che raccontano molto più dei numeri.
Restare è un lusso
Milano però resta il simbolo. La città dove tutto costa e tutto corre. Dove il prezzo di un panino dice più di tante analisi e un taglio di capelli racconta il rapporto che abbiamo con il tempo, con il lavoro, con l’immagine. Qui il costo della vita non è solo una cifra. È un modo di stare dentro la città e dentro la sua promessa.
E allora la chiusura arriva da sola. Milano resta la più cara, e forse è inevitabile. Ogni città ha il prezzo della propria storia. Qui paghi per l’idea di essere nel posto giusto, anche quando non lo è più. Paghi per un futuro che si sposta sempre un po’ più avanti, per un presente che ti scivola via, per un’identità che si compra a colpi di scontrini. All’ombra della Madonnina, il vero lusso non è vivere. È resistere.
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