Missili e speculazioni: le coincidenze di Trump
Qualcuno sembra conoscere anticipatamente le mosse trumpiane, traendone illecito profitto
Bombe e affari, raid e guadagni. Pulsioni guerrafondaie di marca neocon e affarismo spinto si stanno mescolando nel secondo mandato di Donald Trump. L’aggressione militare all’Iran in combutta con Israele, i dazi “punitivi” e la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, con un blitz a Caracas, rispondono a questa logica opaca. Le repentine decisioni di Trump, accompagnate da una comunicazione fluviale via social, “influenzano” i mercati, con improvvisi cambiamenti di rotta e inaspettati dietrofront. Flussi di operazioni insolite sono state registrati prima dei suoi annunci, come ha rilevato il Wall Street journal.
I casi sospetti e le speculazioni
Un caso per certi versi emblematico è quello del 23 marzo 2026. Lunedì mattina, ha fatto notare il Wsj, il tycoon ha comunicato attraverso Truth Social che avrebbe rinviato gli attacchi alle centrali elettriche iraniane grazie a colloqui “produttivi” con Teheran. Circa 15 minuti prima del post, un’improvviso afflusso di attività ha interessato il mercato dei futures sul petrolio. Nell’arco di due minuti, dalle 6:49 alle 6:51 del mattino, sono stati scambiati futures sul greggio Brent e West Texas Intermediate per un valore di oltre 760 milioni di dollari, stando ai dati di mercato di Dow Jones. Un’ondata simile si è verificata contemporaneamente nei futures sull’S&P 500.
La denuncia del dem Murphy
Qualcuno conosceva anticipatamente la mossa trumpiana e ne stava traendo illecito profitto? Per gli oppositori si tratta di un chiaro caso di insider trading. “Chi è stato? Trump? Un membro della sua famiglia? Un membro dello staff della Casa Bianca? Questa è corruzione. Una corruzione sbalorditiva”, ha scritto su ‘X’ il senatore dem Chris Murphy. “Tutti i dipendenti federali sono soggetti alle linee guida etiche del governo che vietano l’uso di informazioni non pubbliche a scopo di lucro. Tuttavia, qualsiasi insinuazione che i funzionari dell’amministrazione siano coinvolti in tali attività senza prove è infondata e costituisce una segnalazione irresponsabile”, ha ribattuto una portavoce della Casa Bianca, senza fugare i dubbi. Anche perché l’episodio non è isolato.
Trump e le puntate vincenti
Il 28 febbraio 2026, poco dopo l’attacco israelo-americano alla Repubblica islamica dell’Iran, la società di analisi blockchain Bubblemaps ha identificato un gruppo di presunti insider che hanno guadagnato 1,2 milioni di dollari scommettendo proprio su una azione militare attraverso Polymarket, un mercato di previsione basato sulle cripto-valute. “Anticipando” di un’ora la cattura del presidente venezuelano Maduro, un trader misterioso ha piazzato la sua ultima “zampata”, per un totale di circa 34.000 dollari di vincite su “giocate” legate agli eventi di Caracas. Non solo missili e incursioni armate. Il 10 ottobre scorso, inviperito per le restrizioni cinesi sulle terre rare, il presidente Usa ha minacciato un dazio aggiuntivo del 100% contro Pechino. Anche in questa occasione, sulla piattaforma di cripto Hyperliquid due account hanno puntato ingenti somme, con un profitto di 160 milioni di dollari.
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