Mostro di Modena, il ritorno, la Procura riapre il cold case dopo 30 anni
Riaperto il fascicolo sul presunto serial killer di Modena
@ANSAfoto
Il caso del Mostro di Modena non è più archiviato. La Procura ha deciso di riaprire il fascicolo sugli omicidi avvenuti tra gli anni Ottanta e Novanta. Si parla di una nuova stagione di indagini su una delle storie più oscure della cronaca italiana. Gli inquirenti stanno ricostruendo la sequenza dei delitti attribuiti al presunto serial killer modenese. L’obiettivo è capire se esista un filo unico tra gli omicidi rimasti senza colpevole.
Nuove analisi scientifiche sui reperti storici
La riapertura del caso passa dai reperti conservati per decenni. Materiali custoditi in Medicina Legale tornano ora al centro delle indagini. Si parla di oggetti trovati accanto ai cadaveri, tracce biologiche, campioni di tessuto. Su questi reperti verranno eseguite nuove analisi del DNA, con tecniche oggi molto più avanzate. Le tecnologie attuali permettono di isolare profili genetici anche da tracce minime.
Il ruolo decisivo delle famiglie delle vittime
La spinta alla riapertura è arrivata dalle famiglie delle vittime. I parenti di alcune donne uccise in quegli anni hanno chiesto formalmente nuove indagini. Le istanze dei parenti hanno riportato il caso al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura ha accolto queste richieste e ha disposto accertamenti tecnici sui reperti ancora disponibili. Per i familiari è una questione di verità e di giustizia. La riapertura del cold case riaccende la speranza di una risposta definitiva.
Cosa cambia ora nelle indagini
La Squadra Mobile sta riesaminando i vecchi fascicoli con una visione unitaria. In passato ogni delitto era stato trattato quasi come episodio isolato. Ora si cerca un quadro completo, con collegamenti tra luoghi, date, modalità dei delitti. Ogni dettaglio può diventare decisivo, soprattutto se incrociato con i risultati del DNA. La riapertura del caso sul Mostro di Modena non è solo un atto formale. È un nuovo percorso investigativo che punta a chiudere una pagina rimasta aperta per troppi anni. Se le nuove analisi daranno un profilo genetico chiaro, gli inquirenti potranno confrontarlo con banche dati e sospetti storici. Solo allora si potrà capire se il presunto serial killer di Modena avrà finalmente un volto.
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