Morte Luigi Alberti: arrestati moglie e figlio
A carico dei più diretti familiari un quadro di "gravi e prolungate sofferenze" nel seminterrato ove l'85enne era stato isolato
Arrestati moglie e figlio: la morte di Luigi Alberti, l’85enne trovato senza vita nel seminterrato della sua abitazione a Castel San Giovanni nell’ottobre dell’anno scorso, torna al centro della cronaca con una svolta decisiva arrivata proprio oggi.
Anziano morto nel seminterrato, la svolta
Dopo mesi di indagini serrate, i carabinieri hanno eseguito l’arresto della moglie e del figlio dell’anziano, aprendo uno scenario investigativo molto più grave rispetto alle ipotesi iniziali.
Il corpo dell’uomo era stato rinvenuto il 25 ottobre scorso in condizioni che avevano fin da subito sollevato dubbi tra gli inquirenti. Sotto sequestro l’abitazione, la Procura aveva aperto un fascicolo contro ignoti per chiarire le cause del decesso, inizialmente non del tutto evidenti. Con il passare dei giorni, però, erano emersi elementi inquietanti legati al contesto familiare e alle condizioni in cui l’anziano viveva a Castel San Giovanni.
Isolato e segregato
Secondo quanto ricostruito durante le indagini, Luigi Alberti avrebbe vissuto in una situazione di isolamento estremo, relegato in un seminterrato privo di condizioni adeguate. Già nelle prime settimane successive al ritrovamento, erano emerse testimonianze che parlavano di una sistemazione forzata nello scantinato, circostanza che aveva insospettito profondamente gli investigatori.
Gli arresti
La svolta è arrivata oggi, i carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei familiari più stretti. Moglie e figlio sono gravemente indiziati, a vario titolo, di maltrattamenti e sequestro di persona. Per il figlio l’accusa è ancora più pesante: omicidio volontario aggravato.
Gli investigatori parlano di un quadro fatto di “gravi e prolungate sofferenze”, elemento che cambia radicalmente la lettura dell’intera vicenda. Non si tratterebbe quindi di una morte improvvisa o naturale, ma dell’esito di una situazione di degrado e violenza protratta nel tempo, consumata all’interno delle mura domestiche.
Una catena di accertamenti
Determinanti sono stati gli accertamenti tecnici, le perizie medico-legali e le testimonianze raccolte nei mesi successivi al decesso, che avrebbero evidenziato incongruenze nei racconti forniti dai familiari. La ricostruzione degli inquirenti punta ora a chiarire nel dettaglio le responsabilità individuali e la dinamica precisa che ha portato alla morte dell’anziano.
Leggi anche Anziano spara alla badante
Torna alle notizie in home