Napoli, boom epatite A: pazienti sulle barelle al Cotugno
I medici riferiscono di una fase "molto acuta", con oltre 50 ricoveri registrati solo nelle ultime due settimane e un totale che supera i 130 casi dall'inizio dell'anno in tutta la Campania
La camera di biocontenimento dell'ospedale Cotugno di Napoli
Napoli sta affrontando un’impennata anomala e preoccupante di casi di “epatite A”. Iniziato come un monitoraggio di routine, si è trasformato, nelle ultime 48 ore, in una vera emergenza sanitaria localizzata. Il polo infettivologico Cotugno, il cuore di questa crisi. I medici riferiscono di una fase “molto acuta”, con oltre 50 ricoveri registrati solo nelle ultime due settimane e un totale che supera i 130 casi dall’inizio dell’anno in tutta la Campania.
Andamento e pazienti: l’anomalia stagionale
Secondo la dottoressa Novella Carannante, infettivologa del Cotugno, il dato è sorprendente per il mese di marzo, periodo in cui solitamente si registrano pochissimi contagi e in forma lieve. E la stessa sanitaria dice a RaiNews: “Abbiamo una lunga serie di pazienti gravi e infatti abbiamo riempito del tutto il reparto, con molti pazienti sulle barelle in pronto soccorso. L’affollamento ci preoccupa e speriamo vada a diminuire”.
Attualmente, l’ospedale di Napoli ospita decine di pazienti, osservati per l’epatite A, principalmente in una fascia d’età compresa tra i 35 e i 45 anni, che presentano sintomi gravi come ittero pronunciato (colorazione gialla di pelle e occhi), stanchezza estrema e forti dolori addominali, richiedendo l’ospedalizzazione immediata.
Motivi del boom: il sospetto sulla filiera alimentare
Le autorità sanitarie puntano il dito contro il consumo di molluschi bivalvi crudi o poco cotti (cozze, vongole, ostriche). Questi organismi filtrano l’acqua e possono accumulare il virus Hav se provenienti da zone contaminate o se venduti illegalmente senza tracciabilità. Sotto osservazione anche il consumo di frutti di bosco surgelati non bolliti e l’uso di acqua di pozzo non controllata.
Cosa succede ora
La Regione Campania, d’intesa con l’Asl Napoli 1 Centro, ha attivato il protocollo di “sorveglianza intensificata”. Gli interventi immediati includono controlli a tappeto, con il rafforzamento delle ispezioni. Prevederà azioni lungo tutta la filiera dei molluschi, dai centri di spedizione ai mercati rionali.
Poi, la profilassi. Diramato un invito alla vaccinazione, che può essere efficace anche se somministrata subito dopo l’esposizione al virus.
Diffuso pure un vademecum igienico. Definisce l’obbligo di cottura per i frutti di mare (almeno 5 minuti a 100°C) e il lavaggio accurato di frutta e verdura.
Al momento, l’ospedale Cotugno ha dovuto liberare posti letto in altri reparti per far fronte all’ondata di pazienti e non si esclude l’allestimento di nuove aree di osservazione se il trend non dovesse invertirsi nei prossimi giorni.
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