Infrastrutture e dati, Nicastri: “Serve una governance unitaria per la sovranità digitale”
L'appello di Aidr a Meloni: "Ci vuole visione industriale e un solo ente responsabile"
di Mauro Nicastri *
Le recenti dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, sull’interesse ad entrare nel Polo Strategico Nazionale rappresentano un segnale importante per il futuro digitale del Paese. Il rafforzamento delle infrastrutture cloud nazionali e la volontà di consolidare un ecosistema industriale italiano attorno ai servizi strategici della Pubblica Amministrazione dimostrano che il tema non è più tecnico, ma pienamente politico e istituzionale. Il Polo Strategico Nazionale non è soltanto un’infrastruttura: è un presidio di sovranità. Ed è proprio la sovranità digitale che impone oggi una riflessione più ampia sulla governance complessiva dell’innovazione in Italia.
Digitalizzazione: nodi e opportunità
Negli ultimi anni la digitalizzazione è stata frammentata tra ministeri, agenzie, enti strumentali e società partecipate. Una molteplicità di centri decisionali che, pur animati da competenze qualificate, stanno generando sovrapposizioni, rallentamenti e dispersione di risorse.
Ma la vera urgenza riguarda soprattutto la governance del dato, oggi principale asset strategico di una Nazione moderna. I dati della Pubblica Amministrazione – dalla sanità alla giustizia, dal fisco agli enti locali – non possono essere gestiti in modo disarticolato. Senza una regia unica sulla raccolta, sull’interoperabilità, sulla sicurezza e sulla valorizzazione del dato pubblico, non esiste vera sovranità digitale, ma solo sistemi che dialogano con difficoltà tra loro.
Nicastri e l’appello a Meloni
Per questo rivolgiamo un appello alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha mantenuto la delega all’innovazione tecnologica: è il momento di ricondurre l’intera governance della digitalizzazione sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso un unico ente strumentale dotato di autonomia operativa e visione industriale.
Un modello organizzativo con una struttura giuridica simile a quella di Poste Italiane potrebbe garantire solidità, rapidità decisionale e capacità di adattamento alle continue evoluzioni tecnologiche. L’Italia ha bisogno di una cabina di regia unica che coordini infrastrutture, piattaforme, cybersecurity e gestione strategica dei dati. La trasformazione digitale non può essere una somma di interventi settoriali: deve diventare un progetto nazionale unitario. La sovranità tecnologica, la competitività delle imprese e l’efficienza della Pubblica Amministrazione passano da una scelta chiara. Oggi più che mai, quella scelta è nelle mani di Palazzo Chigi. Infrastrutture e dati, serve una governance unitaria per la sovranità digitale
*Presidente Fondazione AIDR (www.aidr.it)
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