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Nigeria fuori dai Mondiali: “Colpa del voodoo”

La rabbia del ct Chelle contro la panchina del Congo, la "magia" del calcio in Africa

di Giovanni Vasso -


La Nigeria è fuori dai Mondiali: “Gli avversari facevano i riti voodoo”. Sì, avete letto bene. Sì, manco Mazzarri s’è mai sognato di spararla così. E no, non è certo una novità che il calcio africano abbia un problema con i riti della magia nera. Le Super Aquile, accreditatissime a una qualificazione più o meno semplice, rimarranno a casa. Perché il Congo ha battuto la Nigeria 4-3 ai rigori e ha staccato, per sé, il pass ai Mondiali che si terranno tra Usa, Messico e Canada (Donald e dazi permettendo) l’anno venturo: ma c’è un giallo, quello dei riti voodoo.

La denuncia del ct della Nigeria: “Voodoo per non farci andare ai mondiali”

Il commissario tecnico della squadra in cui milita, tra gli altri, il vecchio bomber del calcio italiano Victor Osimhen è una furia. Ha perso, contro ogni pronostico. Ma lui sa che cosa è successo. La sua squadra non può mica nulla contro la furia degli dèì. Il ct Eric Chelle ha affermato che, durante la lotteria dei rigori, “un membro della panchina del Congo faceva riti, ogni singola volta: si agitava e non sapevo se quella era acqua o che cosa”. Se la magia ha funzionato, chissà. Di sicuro, però, la strategia ha innervosito e non poco i calciatori nigeriani che a certe cose ci credono. Eccome.

La magia del calcio

Nera. Chiaramente. La storia del pallone si intreccia con quella degli scongiuri, dei riti magici o semplicemente portafortuna, degli esorcismi e degli oroscopi. Da Nils Liedholm al sale del Trap. Ma in Africa le cose si fanno in grande. E non è certo una novità quella patita dalla Nigeria di ritrovarsi contro (e fuori dai mondiali) per colpa del voodoo. Ingaggiare witch doctors è roba che funziona: citofonare Ronaldo il fenomeno. Ci hanno scritto saggi gli antropologi. Qualche anno fa il mitico Thomas N’Kono, il portiere simbolo del Camerun a Italia ’90, fu addirittura arrestato perché accusato di praticare magia nera prima di una gara tra i Leoni e il Mali. Era il 2002. Vent’anni fa. Ma certe cose non passano mai di moda. Né in Africa, né altrove.


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