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Attualità

Nipote prosciuga conto da 1,1 milioni della zia invalida

Accertata una erosione sistematica del patrimonio della parente

di Giorgio Brescia -


Una donna di 54 anni di Dalmine in provincia di Bergamo, nipote di una zia invalida, è indagata per aver prosciugato il conto e il patrimonio della parente per oltre 1,1 milioni di euro, tra prelievi, bonifici e polizze vita fatte firmare alla donna.

I finanzieri del Nucleo di polizia economico‑finanziaria di Bergamo hanno eseguito un sequestro preventivo di denaro, titoli e immobili pari alla somma ritenuta indebitamente sottratta.

L’indagine, nata dopo la morte dell’anziana, ha portato alla contestazione dei reati di circonvenzione di incapace e autoriciclaggio.

Il caso

Secondo gli accertamenti della Guardia di finanza di Bergamo, la 54enne avrebbe progressivamente sottratto il denaro dal conto corrente cointestato con la zia, iniziando dall’apertura congiunta nel 2007.

Le operazioni contestate includono prelievi di contanti, bonifici a suo favore e sottoscrizioni di prodotti finanziari e assicurativi. Tra questi, una polizza vita dal valore di 200mila euro – la nipote indicata come unica beneficiari – incassata dopo il decesso della donna nel luglio 2022.

La vittima, una 82enne riconosciuta invalida al 100% e affetta da grave compromissione mentale e fisica, era ricoverata in una Rsa di Bergamo.

I numeri di una truffa lenta e silenziosa

Il sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari ha riguardato denaro, titoli e immobili per complessivi 1.107.747,83 euro, ritenuti provento delle condotte contestate.

Le Fiamme gialle hanno ricostruito che, tra il 2008 e il 2014, gli ammanchi sono stati rilevanti. Circa 350 mila euro in bonifici e giroconti, 524 mila euro in investimenti finanziari e oltre 45 mila euro in prelievi di contante solo negli ultimi anni. A questi si aggiungono i 200mila euro derivanti dalla polizza vita incassata nel 2023.

La contestazione non riguarda quindi un singolo episodio isolato ma una decennale erosione sistematica del patrimonio della vittima, approfittando della sua vulnerabilità e incapacità di tutelare autonomamente i propri interessi economici.

Le accuse: circonvenzione di incapace e autoriciclaggio

La 54enne è indagata per circonvenzione di persona incapace, reato previsto dal codice penale quando qualcuno approfitta dello stato di debolezza o incapacità altrui per ottenere un ingiusto profitto.

In più, le contestazioni comprendono autoriciclaggio, legato all’utilizzo dei fondi sottratti per acquistare polizze vita e altri investimenti a proprio nome.

Gli accertamenti sono partiti dopo che gli altri eredi della donna deceduta — una sorella e due nipoti — hanno segnalato l’apparente depauperamento del patrimonio.

Una società di consulenza legale ha raccolto la documentazione clinica e finanziaria, che ha poi portato alla querela e all’avvio formale delle indagini.


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