L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Giustizia

No alle martellate, sia fisiche, sia morali

di Francesco Da Riva Grechi -


Io sto col poliziotto! Per fortuna non sono mancati gli attestati di solidarietà al poliziotto preso a martellate nell’infame manifestazione per Askatasuna a Torino e neanche ai suoi colleghi. Un po’ meno a colui che è indagato per essersi difeso a Rogoredo da un pusher armato in modo minaccioso e colpevole, pur avendolo ucciso. Eppure entrambi facevano solo il loro lavoro di poliziotti. Niente interessi personali, niente abitudini violente, niente lati oscuri nella loro condotta di poliziotti.

Solo il loro servizio a favore della pubblica sicurezza, nei limiti del possibile. Eppure ci sarà chi dice che manifestare è esprimere liberamente il proprio pensiero, sempre, anche armati di martello. Ma così non va bene. Bisogna leggere la realtà non basta ascoltare vagamente dei resoconti giornalistici. Quei poliziotti non attaccano, non offendono, non minacciano, non prendono a martellate nessuno. Loro hanno ragione, i manifestanti violenti hanno torto. Sempre! Lo Stato è sotto attacco e si deve difendere.

E preventivamente! Soprattutto preventivamente, per proteggere i nostri figli, le nostre strade, la nostra libertà di persone pacifiche e di lavoratori, le nostre famiglie! E bisogna difendersi dalle organizzazioni criminali che si strutturano per combattere lo Stato e la polizia, per vendere droga e arricchirsi con i traffici illeciti. Organizzati in modo pericoloso, mafioso, omertoso. Eppure c’è chi, dentro lo Stato, li difende ritenendo che i picchiatori dei centri sociali e gli spacciatori abbiano diritti, no assoluti, come tutti, egualmente liberi, ma contro i poliziotti, contro le forze dell’ordine e quindi contro di noi, da esercitare liberamente e con tutte le garanzie, contro la nostra sicurezza.

C’è un conflitto enorme, in materia di sicurezza, tra le norme, per come sono poste dal parlamento, ispirato dal governo, da un lato, e per come sono applicate, dall’altro lato. C’è chi ritiene che il nemico sia il governo, sempre, se è di centrodestra! E con il governo, i poliziotti e chi fa il suo dovere come le forze dell’ordine. Ma così non va bene! Così non può funzionare! Le martellate morali non possono aggiungersi a quelle fisiche! Non si può accettare che la polizia sia l’obiettivo delle manifestazioni della piazza violenta, non si può accettare che la vita di un solo poliziotto sia il bersaglio e gli assassini che prendono a martellate gli agenti siano processati solo per lesioni.

Colui che insieme a decine di assalitori ti leva il casco, lo scudo e comincia a picchiare con un martello, la schiena, ma poteva essere la testa, e quindi la vita, deve essere trattato come un assassino e processato per tentato omicidio, lui e tutti gli altri con lui! E non può essere sempre un atto dovuto indagare un poliziotto che ha fatto il suo dovere e tutelare gli assassini nelle piazze violente anarchiche ed eversive. Perché alla violenza fisica si aggiunge quella morale, di dover giustificare gli assalitori e coloro che a loro volta giustificano la violenza nelle strade.

E soprattutto considerano le forze dell’ordine come i nemici ed il bersaglio delle loro azioni. Lo Stato, tutto lo Stato, ha il dovere di difendere i suoi poliziotti, come i suoi cittadini. E la magistratura non deve temere la piazza, deve essere a sua volta tutelata, se vuole agire in difesa dello Stato


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